Una app ci salverà dalla COVID-19?

App Covid

Ferretti L, Wymant C, Kendall M et al
Quantifying SARS-CoV-2 transmission suggests epidemic control with digital contact tracing
Science 2020 Mar 31; pii: eabb6936. doi: 10.1126/science.abb6936. [Epub ahead of print]

L’importanza di tracciare i contatti

Il tracciamento dei contatti nella fase 1 della pandemia da COVID-19 è stato un elemento importante, soprattutto nei primissimi momenti, per identificare le persone entrate in contatto con i pazienti risultati positivi al nuovo virus. L’esecuzione di un tampone su tali individui e il successivo isolamento hanno permesso in diverse aree geografiche in Italia di contenere la pandemia.

Purtroppo non è stato così per molte regioni del nord Italia (prime fra tutte la Lombardia, il Piemonte e l’Emilia-Romagna) e in altre aree nelle quali è stato difficile gestire i focolai della malattia, al punto da dover interrompere il processo di tracciamento.

Come contenere l’epidemia: dal tracciamento manuale…

Lo studio di Ferretti et al, partendo anche da queste considerazioni, si è posto l’obiettivo di analizzare i parametri chiave della diffusione dell’epidemia per stimare il contributo di diverse vie di trasmissione e determinare i requisiti per l’isolamento dei casi e per il tracciamento dei contatti necessari per fermare l’epidemia.

Usando la funzione esponenziale di crescita dell’epidemia e l’indice di diffusione della malattia (R o R0) calcolata nella prima fase della epidemia in Cina, i ricercatori di Oxford hanno sviluppato un complesso modello matematico che, in base alla tipologia di intervento adottato (isolamento degli individui sintomatici e tracciamento dei relativi contatti con la loro messa in quarantena) e al possibile ritardo nel metterlo in pratica (considerando sia i ritardi dell’individuazione dei positivi sia quello del tracciamento dei loro contatti), ha misurato le capacità di contenere la pandemia.

La conclusione dello studio è che la diffusione virale è troppo veloce per essere contenuta dal tracciamento manuale dei contatti, ma che potrebbe essere controllata se questo processo fosse più veloce, più efficiente e si verificasse su larga scala.

… all’impiego di una app

Da qui l’idea di tracciare digitalmente i contatti attraverso l’impiego di uno smartphone e di un’app per annullare almeno i ritardi per il tracciamento dei contatti e rendere più efficace il contenimento della pandemia.

Lo schema illustrato per sviluppare l’app riprende quello adottato per sviluppare analoghe app in Cina e in Corea del Sud. Per semplificare, i contatti dei singoli individui che utilizzano l’app vengono tracciati utilizzando la geo-localizzazione GPS; anche loro devono avere l’app installata. Se un individuo risulta positivo al test SARS-CoV-2, il risultato positivo del test innesca una notifica istantanea agli individui che sono stati in stretto contatto con lui. L’app, di conseguenza, consiglia l’isolamento per il caso e la quarantena dei loro contatti. Il sistema misura anche l’ipotetico livello di rischio a cui è sottoposto il contatto, calcolato sulla base della distanza (facilmente identificabile dal sistema GPS) tenuta rispetto al caso positivo.

Una app simile è stata individuata anche in Italia ed è il frutto di un grande lavoro di selezione operato dalla task force di 74 esperti nominati dal Ministero dell’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione. L’app, chiamata Immuni, segue in parte i suggerimenti contenuti nell’articolo di Ferretti et al, con alcune differenze imposte dalla legge sulla privacy e dal GDPR valido in tutta Europa1.

E’ basata su bluetooth e non su GPS, permettendo così di tracciare e registrare i codici identificativi degli smartphone degli individui (anch’essi dotati della medesima app) con i quali entra in contatto, senza però che siano registrati i suoi spostamenti. I dati trattati dal sistema sono “resi sufficientemente anonimi” da impedire l’identificazione dell’interessato e archiviati sullo smartphone del soggetto. Una volta ottenuto il risultato del tampone di un individuo, il medico invierà al paziente un codice che dovrà essere inserito all’interno della sua app per sbloccare la lista dei codici dei contatti, i quali verranno avvisati con una notifica della sua positività e del loro livello di rischio calcolato sulla base della distanza e della durata del contatto che hanno avuto con lui.

L’app da sola non è sufficiente

Tuttavia occorre registrare che l’app da sola, sia nella versione di Ferretti, sia in quella di Immuni, non sarà sufficiente nel contenimento della pandemia se non è accompagnata da un maggiore uso dei tamponi (unico modo per garantire la reale positività di un individuo che, a cascata, consentirebbe ai suoi contatti di essere allertati), da test sierologici, da una migliore gestione dei servizi sanitari sul territorio, dall’attivazione di lockdown circoscritti (se e quando saranno necessari) e dalla disponibilità di luoghi dove i soggetti positivi non gravi di COVID-19 possano osservare la quarantena e i rispettivi contatti osservare l’autoisolamento quando lo spazio nelle abitazioni di costoro non dovesse essere sufficiente o adeguato.

Infine, come abbiamo detto, il lavoro di Ferretti et al suggerisce l’uso di app per il tracciamento digitale, ma non dimostra che, se questa operazione avvenisse digitalmente, si riuscirebbe a contenerla (quanto efficacemente?). Non sarebbe allora il caso, come proposto anche da organismi indipendenti2, di provare a sperimentare l’app Immuni (in un processo nel quale siano inserite anche esecuzioni di tamponi e verifica dell’isolamento) su un campione selezionato prima di adottarla in tutta Italia?

Bibliografia

  1. Santoro E. COVID-19: App di tracciamento dei contatti. Cos’è e come funziona. Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, 23 aprile 2020. https://www.marionegri.it/magazine/tracciamento-covid-19
  2. Ada Lovelace Institute. Exit through the App Store? A rapid evidence review on the technical considerations and societal implications of using technology to transition from the COVID-19 crisis, 20 Apr 2020, Ada Lovelace Institute. https://www.adalovelaceinstitute.org/wp-content/uploads/2020/04/Ada-Lovelace-Institute-Rapid-Evidence-Review-Exit-through-the-App-Store-April-2020-1.pdf

Eugenio Santoro
Laboratorio di Informatica Medica
Dipartimento di Epidemiologia
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano

In pubblicazione su CARE 2020, numero 1/2