BREAD 2030: una nuova strategia per gestire il diabete

BREAD 2030

Con oltre 3 milioni di persone malate, approssimativamente il 5,3% della popolazione, e circa 6 milioni di pazienti attesi nel 2050 il diabete è la patologia che sta assumendo sempre più le dimensioni di una vera e propria epidemia, collocandosi ai primi posti nella lista delle principali sfide che la nostra sanità deve affrontare. Il suo impatto sulla sostenibilità economica dei sistemi sanitari si fa sentire sempre più prepotentemente, rendendo ineludibile l’esigenza di rispondere efficacemente al crescente bisogno di salute della popolazione attraverso l’allocazione efficiente di risorse.

In questo quadro si inserisce il progetto “BREAD 2030(Building Research and Excellence Alliance for High value Diabete care), condotto dal gruppo di VIHTALI (spin-off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) con il coinvolgimento di un board multidisciplinare di esperti nell’ambito del diabete provenienti dal mondo accademico e istituzionale (Francesco Saverio Mennini,Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”), dalle associazione di pazienti (Antonio Gaudioso – CittadinanzAttiva), e dalle società scientifiche quali AME (Vincenzo Toscano), AMD (Riccardo Candido e Domenico Mannino), CARD (Gilberto Gentili), FIMMG (Fiorenzo Corti), SID (Andrea Giaccari e Giorgio Sesti), SIE (Raffaella Buzzetti e Andrea Lenzi),  SIMG (Claudio Cricelli e Gerardo Medea), SNAMID (Alfredo Cuffari e Paolo Spriano).

La ricerca è stata condotta attraverso interviste semistrutturate rivolte a questo panel di esperti, le cui risposte sono confluite in un’analisi SWAT in grado di delineare i punti di forza e di debolezza, le opportunità e le possibili minacce riguardo ai tre ambiti, elencati qui di seguito, essenziali per definire una nuova governance nella gestione integrata del diabete:

  1. formazione dei clinici;
  2. sostenibilità economica;
  3. organizzazione del percorso di cura.

Dai risultati di questa analisi è sempre più evidente che la sfida nella gestione della patologia diabetica si gioca nell’ambito della medicina di popolazione, superando la logica dell’approccio a ‘sylos’.

Gli elementi chiave sui quali questa nuova governance va costruita sono i seguenti:

  • necessità di introdurre soluzioni e modelli organizzativi value-based, centrati sul ruolo chiave del medico di medicina generale, per la gestione integrata e multidisciplinare del paziente diabetico, che considerino il valore dell’innovazione in maniera trasversale, superando l’approccio per compartimenti separati, e che consentano nel contempo il perseguimento della sostenibilità di medio-lungo periodo del sistema sanitario;
  • promozione della sanità digitale e delle tecnologie e-health a supporto della nuova governance del diabete, in un’ottica di supporto alle decisioni sia nella pratica clinica sia nella fase di pianificazione e programmazione sanitaria;
  • promozione di un modello integrato di gestione del diabete, che ponga il cittadino/paziente al centro del percorso di cura in un’ottica di empowerment del cittadino-paziente.

Questi stessi risultati sono stati ribaditi in occasione dell’11th European Public Health Conference ‘Winds of change: towards new ways of improving public health in Europe‘ svoltasi a Lubiana dal 28 novembre all’1 dicembre 2018.

Anche in questa occasione si è sottolineata la necessità di promuovere nella gestione integrata del diabete un modello organizzativo, a livello regionale e locale, che valorizzi il ruolo del medico di medicina generale quale gatekeeper del sistema. Il medico di medicina generale deve poter disporre di tutto l’armamentario terapeutico, tecnologico e organizzativo necessario per la gestione ottimale e appropriata dei pazienti diabetici che ha in carico attraverso un modello integrato che preveda una collaborazione tra medico di medicina generale e specialista, sulla base di quanto già sancito dal Piano Nazionale Diabete e dal Piano Nazionale Cronicità.

L’executive summary e il report completo sono disponibili open access sul sito dell’Italian Journal of Public Health.

L’articolo [PDF: 120 kb]

Da Care 3, 2018

 

Share on