Chat yourself: un aiuto dalla tecnologia ai malati di Alzheimer

Chatyourself

Il 21 settembre 2018 si è celebrata la XXV Giornata mondiale dell’Alzheimer, istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Alzheimer’s Disease International per aumentare la sensibilità sugli enormi problemi provocati da questa malattia, che solo in Italia affligge 600.000 persone e i loro familiari.

Per questo Italia Longeva, la Rete nazionale di ricerca sull’invecchiamento e la longevità attiva del Ministero della Salute, ha scelto proprio questo mese per lanciare la sua campagna di informazione legata al progetto “Chat Yourself”, il primo chatbot (software progettato per simulare una conversazione con un essere umano) per i malati prodromici di Alzheimer,  presentato durante l’incontro “Alzheimer, non perdiamolo di vista”, svoltosi presso il Ministero della Salute lo scorso 11 settembre.

Se per sconfiggere l’Alzheimer ci si affida alla ricerca e a diagnosi precoci sempre più precise, la strada per ridare dignità a questi malati e aiutarli a riconquistare autonomia nella loro vita quotidiana passa proprio attraverso le possibilità offerte dalla tecnologia coniugata alle potenzialità dei  social. Sviluppato su Messenger, il sistema di messaggistica utilizzato oggi anche  dai meno giovani, ‘Chat Yourself’ è in grado di memorizzare tutte le informazioni relative alla vita di una persona, restituendole su richiesta all’utente, che ha anche la possibilità di impostare notifiche personalizzate (ad esempio, per ricordare di prendere i medicinali), svolgendo così il ruolo di un assistente virtuale.

Questa  vera e propria ‘memoria di riserva’ a portata di smartphone in qualunque momento della giornata è stata perfezionata da un team di geriatri, neurologi e psicologi per rispondere in maniera più efficace alle esigenze dei pazienti ed è disponibile e accessibile a tutti gratuitamente sulla pagina Facebook di Chat Yourself (@chatyourselfitalia).

La stessa Patrizia Spadin, Presidente di AIMA-Associazione Italiana Malattia di Alzheimer,  in occasione della presentazione del progetto, ricordando come tutta la famiglia di un malato di Alzheimer abbia bisogno di essere appoggiata lungo il percorso di malattia del proprio caro, ha sottolineato che “le tecnologie digitali possono contribuire al miglioramento della qualità di vita di tutti i soggetti coinvolti. E i social network possono essere degli straordinari alleati perché consentono di vivere la malattia in una dimensione collettiva e partecipata, che aiuta ad avere una maggiore consapevolezza del problema”.

Scarica l’infografica di Alzheimer, non perdiamolo di vista.

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