MPR: la fiducia nella vaccinazione e il ruolo del web in Italia

Quanto possono aver influito sul calo della fiducia nelle vaccinazioni le notizie circolate sul web sulla presunta e falsa relazione tra la vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia e la  manifestazione della sindrome dello spettro autistico? A questa domanda ha provato a rispondere un gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa, coordinato da Pier Luigi Lopalco, che ha monitorato nell’arco di tempo compreso tra l’1 gennaio 2010 e il 31 dicembre 2015 le ricerche fatte su internet, i tweet e i post su Facebook individuati attraverso le parole chiave ‘vaccino autismo’, ‘vaccini autismo’, ‘vaccino morbillo autismo’, ‘vaccino morbillo parotite rosolia autismo’ e ‘MPR autismo’.

Identikit dei genitori esitanti: uno studio italiano

Per cercare di conoscere meglio le motivazioni che dal 2013 hanno determinato la diminuzione della copertura vaccinale in Italia, un gruppo di ricercatori coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità nel corso del 2016 ha somministrato 3130 questionari – online o negli studi pediatrici e infermieristici – a genitori di bambini di 16-36 mesi di età per studiare il fenomeno dell’esitazione vaccinale e indagarne i principali determinanti.

Fonte Giambi C et al,  Vaccine 2018; pii: S0264-410X(17)31837

Comunicare sui vaccini: le esigenze dei genitori in una revisione Cochrane

Una revisione Cochrane ha affrontato il problema di capire quali siano le esigenze dei genitori rispetto alla comunicazione delle informazioni relative alle vaccinazioni, analizzando 38 studi qualitativi pubblicati entro il 30 agosto 2016. L’obiettivo è stato quello di indagare cosa pensino genitori o caregiver informali di bambini sotto i 6 anni di età riguardo a come le informazioni sulle vaccinazioni siano veicolate e sull’influenza che hanno nel momento in cui devono prendere la decisione di vaccinare o meno i propri figli.

Vaccinazioni: il ruolo del patient engagement nell'orientare i genitori

Quali modalità comunicative sono efficaci nel risolvere l’esitazione e i dubbi avvallati da alcuni genitori sui rischi di possibili effetti collaterali anche gravi in seguito alla somministrazione delle vaccinazioni?
Ne parlano tre ricercatori americani in un articolo pubblicato sul JAMA, analizzando i meccanismi psicologici che possono spiegare l’incremento del numero di genitori che anche negli Stati Uniti hanno delle resistenze a far vaccinare i propri figli.

Vaccinazioni: le parole chiave di una comunicazione efficace

Una survey canadese ha coinvolto 1000 adulti di età uguale o superiore ai 18 anni, genitori di figli fino a 5 anni di età e residenti su tutto il territorio canadese, per individuare quali messaggi sulla comunicazione del rischio siano più efficaci per influenzare i comportamenti dei genitori ‘esitanti’ rispetto alla somministrazione delle vaccinazioni.
I risultati sono stati pubblicati in un articolo sul PLOS Currents Outbreaks.

Vaccinazioni: le regole della comunicazione persuasiva

Se una parte significativa della popolazione americana è impermeabile rispetto ai risultati della ricerca scientifica, è quanto mai difficile che sia riconosciuta alla comunicazione nell’ambito delle vaccinazioni l’autorevolezza che le spetta. Da questa premessa partono i ricercatori della Emroy University di Atlanta e della Johns Hopkins University di Baltimora per sottolineare in un loro studio pubblicato su JAMA Pediatrics l’importanza di impostare correttamente la comunicazione tra genitori e pediatri su questo argomento, pena il rischio di peggiorare la situazione.

Vaccinazioni: il sentiment sui blog più popolari negli Stati Uniti

Un gruppo di ricercatori americani ha analizzato i post e i commenti presenti su 25 blog di genitori attivi negli Stati Uniti tra il 2006 e il 2015, con l’obiettivo di classificare il ‘sentiment’ emergente rispetto alla disponibilità o meno di vaccinare i figli nella convinzione che i professionisti sanitari  debbano partire proprio dalla conoscenza dei dubbi e delle preoccupazioni espressi in questi blog per sviluppare modi innovativi per dissipare i falsi miti in circolazione e rimuovere gli ostacoli che proprio questi punti di vista possono creare al raggiungimento degli obiettivi di salute pubblica in tema di copertura vaccinale.

Una classificazione delle strategie di comunicazione impiegate sia in relazione alla normale pratica vaccinale infantile sia nelle campagne informative extra: è quanto propone Jessica Kaufman (School of Psycholoy and Public Health, La Trobe University, Melbourne, Australia), che coordina un gruppo internazionale di ricercatori coinvolti nel progetto ‘COMMVAC Communicate to vaccinate’, nato per costruire evidenze scientifiche per migliorare le strategie di comunicazione sulla vaccinazione infantile rivolte ai genitori e alle comunità nei Paesi a basso e medio reddito.