Diabete mellito: come risparmiare sui costi di gestione della terapia

Diabete mellito: nuove opzioni terapeutiche

Il diabete mellito di tipo 2 e le sue complicanze rappresentano oggi uno dei maggiori problemi di salute pubblica anche in considerazione del fatto che la prevalenza della malattia è in sensibile crescita in ogni area del mondo. In Italia il diabete ha una prevalenza del 5,5% e le proiezioni stimano in circa 6 milioni le persone affette dalla malattia nel 2030.
Secondo i dati dell’Osservatorio ARNO, pubblicati nel 2012, i costi diretti annuali del diabete erano pari mediamente a circa 2800 euro per paziente, il 51% dei quali dovuti a ricovero ospedaliero, il 32% ai farmaci e il 17% a visite specialistiche, ma l’analisi non teneva conto dei costi correlati al monitoraggio glicemico che pure rappresentano una componente tutt’altro che trascurabile del trattamento della malattia.

Uno studio appena pubblicato da un gruppo interdisciplinare di ricerca, coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha valutato l’impatto economico dell’utilizzo di sitagliptina versus sulfanilurea nel paziente diabetico non controllato con la sola metformina.
I risultati hanno mostrato che l’aggiunta di sitagliptina alla metformina non è vantaggiosa solo dal punto
di vista clinico, come già dimostrato da una serie di studi condotti su popolazioni reali di pazienti, ma anche sotto il profilo dei costi, rispetto ad una associazione tradizionale con sufaniluree.
Infatti, l’onere più elevato correlato alla spesa per il nuovo farmaco viene ampiamente controbilanciato
dalla riduzione di altri costi diretti (meno controlli della glicemia, meno episodi di ipoglicemia, severi e non severi, meno eventi cardiovascolari) e indiretti (minori assenze da lavoro e ore di lavoro perse) e comporta inoltre un ricorso assai più ritardato nel tempo alla terapia insulinica.

Tradotto in cifre, questo significa che, rispetto alle sulfaniluree, l’utilizzo di sitagliptina potrebbe comportare un risparmio di oltre 51 milioni di euro, visto dalla prospettiva del SSN, mentre, dalla prospettiva della società, l’investimento di 83 milioni di euro incrementali in sitagliptina potrebbe generare minori costi per il sistema, con un risparmio netto di oltre 61 milioni di euro in tre anni.

L’articolo [PDF: 120 kb]

Da Care 6, 2017

Fonte Lorenzoni V et al, ClinicoEcon Outcomes Res 2017; 9: 699-710

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