Immigrazione e salute: progetti di integrazione

E’ dedicato ad aiutare 400 donne in 400 modi differenti, perché ognuna di loro ha una storia a sé, il progetto della Comunità di Sant’Egidio Madri e figli rifugiati: dall’accoglienza all’inclusione, reso possibile grazie a un’erogazione liberale di MSD Italia e presentato presso la Scuola di Lingua e Cultura italiana della Comunità di Sant’Egidio il 5 luglio 2017 da Daniela Pompei, responsabile della Comunità di Sant’Egidio per i servizi agli immigrati. Durante l’incontro sono intervenuti Domenico Manzione (Sottosegretario del Ministero degli Interni), Mario Marazziti (Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati), Concetta Mirisola (Direttrice Generale dell’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà) e Nicoletta Luppi (amministratore delegato MSD Italia).

Alcune di queste donne sono arrivate dal mare e altre con i corridoi umanitari, alcune sono sole e altre con figli anche molto piccoli, molte hanno alle spalle non solo il dramma del viaggio ma anche quello della violenza della tratta. Tutte sono accomunate dal desiderio di vincere la battaglia dell’integrazione e lo dimostrano avendo come solo obiettivo quello di poter diventare presto autonome e produttive per la nostra società, che spesso stenta ad accoglierle.

Per realizzare questo loro sogno e mandarle “a scuola di futuro”, il progetto prevede di favorire per tutte fin dall’inizio l’apprendimento dell’italiano e l’inserimento immediato dei loro figli nelle nostre scuole, di fornire assistenza legale per richiedere la protezione internazionale, tessere telefoniche per contattare le famiglie di origine, corsi di economia domestica o di sartoia, di assitenza agli anziani e ai disabili perché possano trovare un lavoro, e di offrire anche un contributo ‘affitto’ perché possano mettere da parte i soldi per poter poi proseguire da sole il loro percorso, prendersi carico della lora famiglia.

“Credo nelle donne come volàno per il benessere e la salute di tutta la comunità indipendentemente dal Paese di nascita” ha sostenuto Nicoletta Luppi, amministratore delegato di MSD Italia durante la conferenza stampa di presentazione del progetto,  ricordando a tutti che, se possiamo fare molto per queste madri e i loro figli, “possiamo imparare altrettanto: in primis la lezione del coraggio, dei valori fondamentali della vita, del restare con i piedi per terra. E’ una lezione di umiltà ma anche di ‘imprenditorialità’: pronte a mettersi in discussione, pronte a studiare e ad imparare, queste donne sanno che il futuro si conquista con il lavoro, con la dedizione e con l’impegno. Questa è una lezione che troppe volte si tende a dimenticare».

I punti chiave del progetto [pdf: 60 kb]

La protezione internazionale in Italia: le cifre [pdf: 830 kb]

L’articolo [PDF: 210 kb]

Da CARE 4, 2017

Le videointerviste alle protagoniste e ai protagonisti

Madri e figli rifugiati: un progetto di genere
A colloquio con Daniela Pompei
Responsabile della Comunità di Sant’Egidio per i servizi agli immigrati

Popolazioni migranti e problemi sanitari
A colloquio con Concetta Mirisola
Direttrice Generale, Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà

Integrazione della popolazione migrante: una sfida da vivere come opportunità
A colloquio con Domenico Manzione
Sottosegretario di Stato, Ministero degli Interni

Corridoi umanitari e iniziative di integrazione
A colloquio con Mario Marazziti
Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati

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