Malattia di Alzheimer: una sfida da vincere con l’aiuto della ricerca

Un nuovo caso ogni 3 secondi, 47 milioni di malati nel mondo, costi complessivi per più di 800 miliardi di dollari e l’assenza di trattamenti farmacologici efficaci, rendono le demenze una delle priorità di salute pubblica a livello globale, a tal punto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità a maggio 2017 ha approvato il Piano di Azione Globale per le demenze. La crescita così significativa del numero di malati è strettamente legata all’invecchiamento della popolazione: l’età si configura come il principale fattore di rischio insieme al sesso (le donne hanno probabilità maggiori di sviluppare una forma di demenza).

In Italia i pazienti affetti da demenza sono circa 1 milione, mentre quelli affetti da malattia di Alzheimer, la forma più comune di demenza, sono circa 600.000, vale a dire il 4% della popolazione over 65. La presenza nel nostro Paese di una delle più alte percentuali di over 65 – 22% della popolazione, previsto in ulteriore aumento nei prossimi anni (si stima che nel 2050 gli over 65 rappresenteranno il 34% della popolazione) – rendono il nostro Paese uno dei più colpiti da questo tipo di patologia. Va sottolineato come l’Alzheimer sia anche la quinta causa di DALY (anni di vita persi a causa della malattia) e la quarta causa di morte dopo le malattie del sistema circolatorio, le neoplasie e le malattie del sistema respiratorio.

Le demenze hanno anche un forte impatto sulla qualità della vita dei caregiver, in primis le famiglie, che se ne prendono cura nel 44,5% dei casi, impiegando fino 17 ore del loro tempo in assistenza. Più del 21% dei caregiver disoccupati dichiara di aver perso il lavoro a causa della malattia, mentre più del 38% dichiara di essere andato in pensione per prendersi cura del malato. In aggiunta, la massima parte dei costi dell’assistenza ricade prevalentemente sui caregiver.

Questi i dati presentati  da The European House-Ambrosetti il 18 luglio a Roma in occasione del workshop Vincere la sfida delle demenze. Un focus sulla malattia di Alzheimer‘, organizzato grazie al supporto incondizionato di Msd Italia.

La gestione efficace di questi malati, compresa la velocizzazione della presa in carico del paziente, era già l’obiettivo principale del Piano Nazionale Demenze approvato nel 2014. Occorre, sulla spinta del Piano Globale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e attingendo anche ad altre esperienze di successo internazionali, lavorare insieme a tutte le componenti del sistema sociale, sanitario e di welfare con interventi urgenti per migliorare la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie, promuovere interventi di prevenzione e diagnosi precoce e, nell’ottica di medio periodo con interventi strutturali che possano rispondere alle nuove esigenze di un nuovo contesto sociale.

Per raggiungere questo obiettivo, durante il workshop sono state discusse alcune proposte di azioni, tra le quali:

  • definire un Piano strutturato per le demenze a livello di sistema sociale e sanitario con azioni concrete, tempi e risorse dedicate;
  • migliorare l’identificazione precoce dei potenziali malati, promuovendo strumenti di early stage screening, valutazione e diagnosi per prevenire/rallentare il declino funzionale e migliorare la qualità della vita dei pazienti e dei familiari;
  • individuare nuovi modelli di assistenza in riferimento anche ad altre esperienze internazionali (Dementia Friendly Communities; Dementia Villages; Cohousing);
  • promuovere la nascita di imprese sociali attive nel socioassistenziale, quali attori che possono rivestire un ruolo chiave nel percorso di gestione del malato, grazie anche alla competenza e alla professionalità degli operatori;
  • sostenere e promuovere la ricerca farmacologica per bloccare o rallentare il decorso della malattia.

Su quest’ultimo punto, i prossimi anni potrebbero rappresentare un punto di svolta nella ricerca scientifica per l’Alzheimer, con diversi trial clinici attualmente in atto con lo scopo di individuare terapie capaci di ritardare l’evolversi delle demenze e dell’Alzheimer.
L’evoluzione del contesto demografico, con un numero di over 65 che passerà dagli attuali 13,4 a 20,1 milioni nel 2050, ha portato The European House-Ambrosetti a quantificare in quasi 700.000 i malati al 2025 e a oltre un milione nel 2050.

Malattia di Alzheimer: tutti i dati in un’infografica [PDF: 155 kb]

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