Prevent, Protect, Immunize

Si celebra anche quest’anno dal 24 al 30 aprile 2017 la Settimana mondiale dell’immunizzazione, un’iniziativa promossa e coordinata dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che coinvolge tutta la Regione europea e che dal 2005 ha luogo ogni anno sempre nell’ultima settimana di aprile.

Obiettivo principale della campagna di quest’anno, che ha scelto l’hashtag #vaccineswork, è quello di aumentare la consapevolezza dell’importanza della vaccinazione come strumento in grado di proteggere la salute delle persone di ogni età nell’arco di tutta la loro vita.

Per favorire il raggiungimento di questo obiettivo l’OMS e tutte le parti interessate di ogni Regione europea intendono:

  • sottolineare l’importanza della vaccinazione come massima priorità d’investimento sanitario a livello globale;
  • promuovere la comprensione dei passi richiesti per portare a compimento il Piano d’Azione Globale per i Vaccini;
  • presentare il ruolo della vaccinazione nello sviluppo sostenibile e nella sicurezza sanitaria mondiale.

Cosa prevede il Piano d’Azione Globale per i Vaccini

Il Piano d’Azione Globale per i Vaccini (Global Vaccine Action Plan, GVAP) è stato adottato da 195 Stati membri dell’Assemblea Mondiale della Sanità nel maggio 2012. Si propone di prevenire milioni di decessi attraverso un accesso più equo ai vaccini. I Paesi che vi hanno aderito vogliono raggiungere una copertura vaccinale di almeno il 90% a livello nazionale e di almeno l’80% in ogni distretto entro il 2020. Oltre ad accelerare il controllo di tutte le malattie prevenibili con i vaccini, il Piano ha posto l’eradicazione della poliomielite come primo traguardo. Il piano si prefigge inoltre di incentivare la ricerca e lo sviluppo per la prossima generazione di vaccini.

Nell’aprile 2016, l’OMS ha segnalato che 5 dei 6 obiettivi del GVAP erano in ritardo; l’unico obiettivo che mostrava sufficienti progressi era quello dell’introduzione dei vaccini sottoutilizzati. La situazione si basava sulla relazione di valutazione indipendente stilata dal SAGE (Strategic Advisory Group of Experts on immunization).

Il GVAP raccomanda 3 fasi chiave per colmare il divario della vaccinazione:

  • integrare la vaccinazione con altri servizi sanitari, come le cure postnatali per madri e bambini;
  • rafforzare i sistemi sanitari in modo che i vaccini continuino a essere somministrati anche in tempi di crisi;
  • assicurare che ognuno possa accedere ai vaccini e permettersi di pagarli.

Il Piano d’azione Europeo per le Vaccinazioni (European Vaccine Action Plan 2015–2020, EVAP) rappresenta la contestualizzazione del Piano Vaccinale Globale dell’OMS nella Regione europea, finalizzato a fornire agli Stati Membri una guida per la realizzazione dell’obiettivo di una Regione libera dalle malattie prevenibili da vaccinazione.

La copertura vaccinale in Italia

I dati sulle coperture vaccinali nazionali a 24 mesi per l’anno 2015 (relative ai nati nel 2013), comunicati dal Ministero della Salute, confermano nel nostro Paese un calo sia per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie (antidifterica, antipolio, antitetanica, antiepatite B) sia per alcune delle vaccinazioni raccomandate.

In particolare nel 2015 la copertura media per le vaccinazioni contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse, e Haemophilus influenzae è stata del 93,4% (94,7%, 95,7%, 96,1% rispettivamente nel 2014, 2013 e 2012). Sebbene esistano importanti differenze tra le Regioni, solo 6 riescono a superare la soglia del 95% raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per ottenere anche la cosiddetta immunità di popolazione per la vaccinazione antipolio, mentre 11 sono addirittura sotto il 94%.

Particolarmente preoccupanti sono i dati di copertura vaccinale per morbillo e rosolia che hanno perso addirittura 5 punti percentuali dal 2013 al 2015, passando dal 90,4% all’85,3%.

Questo trend è confermato anche dalle coperture vaccinali nazionali a 36 mesi per l’anno 2015 (relative ai bambini nati nell’anno 2012).

Le coperture vaccinali contro il meningococco C e lo pneumococco nel periodo 2014-2015 registrano, invece, lievi incrementi rispettivamente del 3,6% e dell’1,5%. Tuttavia, per queste vaccinazioni, la variabilità territoriale è ampia: si osserva un aumento in alcune Regioni (specie quelle con basse coperture nel 2013) e una diminuzione in altre.

Anche i dati di copertura nazionale e regionali per la vaccinazione HPV nella popolazione femminile al 31 dicembre 2015 mostrano, come per altri vaccini, un leggero decremento nell’ultimo anno, visibile se si confrontano i dati delle rilevazioni 2014 della corte 2000 (1 dose, 75,2%, ciclo completo 70,8%) con quelli delle rilevazioni 2015 della corte 2001 (1 dose, 73,1%, ciclo completo 70%).

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