Millennials e vaccinati? I risultati di una ricerca del Censis

Cosa sanno i nativi digitali dei rischi della sessualità?

A questa domanda ha provato a rispondere il Censis, conducendo uno studio su un campione di 1000 giovani tra i 12 e i 24 anni residenti nel territorio italiano per analizzare il loro grado di informazione e propensione alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, e in particolare del Papillomavirus. L’indagine è stata condotta con il supporto non condizionante di Sanofi-Pasteur-Msd e distribuita da Msd Italia.

I dati, raccolti nel report Conoscenza e prevenzione del Papillomavirus e delle patologie sessualmente trasmesse tra i giovani in Italia, indicano che quasi tre ragazzi su dieci non temono le infezioni sessuali e che che la maggior parte dei giovani le assimila all’Aids. Molta confusione c’è anche tra contraccezione e prevenzione: solo il 70,7% si protegge con il profilattico, oltre che per evitare una gravidanza indesiderata, anche per non contrarre un’infezione sessuale e ben il 17,6% dei giovani colloca erroneamente la pillola tra gli strumenti di prevenzione piuttosto che di contraccezione.

Per quanto riguarda nello specifico l’informazione sul Papillomavirus, si scopre che solo il 63,4% dei giovani italiani tra i 12 e i 24 anni sa di cosa si tratti e che tra loro (ma questa forse non è una sorpresa) le ragazze ne hanno sentito parlare più dei ragazzi (83,5% versus 44,9%).
Rispetto alle modalità di trasmissione dell’Hpv, la gran parte cita i rapporti sessuali completi (81,8%) mentre solo il 58% sa che l’Hpv si puo’ trasmettere anche attraverso rapporti sessuali non completi. Solo il 17,9% è consapevole del fatto che non è possibile eliminare completamente i rischi di contagio se si è sessualmente attivi, anche utilizzando il profilattico.
L’80% di quanti sono informati dell’esistenza dell’Hpv sa che è un virus responsabile di diversi tumori, soprattutto di quello al collo dell’utero; il 62,4% ritiene che causi diverse patologie dell’apparato genitale, sia benigne che maligne ma che molto spesso rimane completamente asintomatico; il 37,1% sa invece che l’Hpv è responsabile di tumori che riguardano anche l’uomo, come quelli anogenitali. Infine, il 33% pensa che questo virus colpisca solo le donne e solo il 26,4% sa che si tratta di un virus responsabile dei condilomi genitali.

Sono i più giovani a essere più frequentemente a conoscenza dell’esistenza della vaccinazione anti-Hpv probabilmente grazie alle campagne di vaccinazione promosse dal Servizio Sanitario Nazionale  (l’84,4% tra i 12-14enni e l’85,1% tra i 15-17enni). Anche in questo caso sono le ragazze a essere più informate (79% a fronte del 55% dei maschi).  La maggior parte dei giovani ritiene che la vaccinazione protegga in generale da malattie molto pericolose (72,3%). E se i meno informati la considerano comunque “una cosa per donne”, non indicata per i maschi, probabilmente perché inizialmente il vaccino è stato proposto solo alle ragazze, il 73% di chi è informato pensa che vaccinare anche i maschi sia una strategia utile per ridurre il rischio di contagio (e questa volta lo pensa il 75% dei ragazzi e rispetto al 70,9% delle ragazze). Solo una piccola quota indica di non fidarsi del vaccino per gli effetti collaterali che può determinare (15,8%), perché crede erroneamente che la protezione duri poco (12,1%) e perché – questa volta correttamente – non elimina la necessità di fare il pap test (12,1%).

La ricerca è stata presentata l’8 febbraio alla Sala Zuccari presso il Senato della Repubblica da Ketty Vaccaro, Responsabile dell’area Welfare e Salute del Censis. Sono intervenuti Emilia Grazia De Biasi,  Presidente della XII Commissione igiene e sanità del Senato, Ranieri Guerra, Direttore generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Andrea Lenzi, Professore Ordinario di Endocrinologia dell’Università di Roma e Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia.

L’articolo [PDF: 650 kb]

Da Care 2, 2017

La videointervista

Cosa sanno i nativi digitali dei rischi della sessualità
A colloquio con Ketty Vaccaro
Responsabile area Welfare e Salute del Censis

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