Medicina di precisione: scienza, pazienti oncologici e Istituzioni a confronto

Come si sta affermando in Italia una cultura della medicina di precisione e che ruolo ha, in oncologia, la caratterizzazione molecolare del tumore per adottare terapie più efficaci? E ancora, l’inserimento dei test per i biomarcatori nei PDTA oncologici potrebbe ridurre i tempi di accesso alle terapie più innovative?
Considerando poi la prospettiva dei pazienti, quali sono i vantaggi concreti apportati dalla medicina di precisione? E come ripensare i trial clinici, prevedendo nuove modalità di coinvolgimento di chi è affetto da una patologia oncologica?
Quali sono i principali punti critici nell’accesso all’innovazione oncologica e che tipo di risposta può dare la politica oggi rispetto alle grandi rivoluzioni terapeutiche in atto in questo settore?

Per rispondendere a queste domande abbiamo interpellato il mondo della scienza, delle Associazioni dei pazienti e della politica.

Test dei biomarcatori nei PDTA per aumentare l’appropriatezza [PDF: 153 Kb], a colloquio con Nicola Normanno
Medicina di precisione e coinvolgimento dei pazienti nei processi decisionali [PDF: 150 Kb], a colloquio con Stefania Vallone
Accesso all’innovazione: il ruolo della politica [PDF: 65 Kb], a colloquio con Maria Amato

Nicola Normanno, Direttore Struttura Complessa Biologia Cellulare e Bioterapie e Direttore Dipartimento di Ricerca, Istituto Nazionale Tumori – IRCCS Fondazione G. Pascale, Napoli
Stefania Vallone, Segreteria e Relazioni Internazionali, WALCE onlus
Maria Amato, Esponente XII Commissione ‘Affari Sociali’, Camera dei Deputati

Da CARERegioni 2, 2016 (Supplemento a CARE 4, 2016)

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