Biosimilari e sostenibilità: politiche sanitarie a confronto

L’angolo della SIF

I farmaci biosimilari rappresentano delle alternative terapeutiche a “costo diverso”. Definirli “molecole di serie b”, che costano poco e che non presentano gli stessi profili di efficacia e sicurezza dei farmaci originator, non è soltanto falso, ma anche pericoloso per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Si stima infatti che da qui al 2020 si potrebbe generare un risparmio di cassa di circa 500 milioni di euro annui e che le Aziende sanitarie risparmierebbero il 3-4% sulla spesa complessiva per i farmaci.

Per far sì che ciò avvenga, è necessario però realizzare procedure di acquisto trasparenti e condivise tra payer, medici e pazienti, informare in modo imparziale tutti gli stakeholder che sovraintendono alla politica sanitaria, incentivare un adeguato utilizzo dei farmaci biosimilari al fine di promuovere e  preservare la concorrenza di mercato farmaceutico, raccogliere e pubblicare dati clinici di real life per rafforzare la fiducia verso la sicurezza e l’efficacia dei farmaci biosimilari.

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Da CARE 2, 2016

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