Terapie cardiovascolari e differenze di genere

L’angolo della SITeCS

A partire dagli anni Ottanta negli Stati Uniti alcuni ricercatori hanno cominciato a studiare l’impatto che le differenze di genere comportano rispetto al modo in cui le patologie si manifestano, si sviluppano e vengono curate. L’avanzamento della ricerca ha confermato che la salute umana è strettamente legata agli aspetti che costituiscono il ‘genere’ e che donne e uomini non differiscono solo sessualmente, ma anche rispetto a fattori fisici (come il peso, la percentuale di grasso corporeo, gli enzimi epatici, gli ormoni sessuali) e alle variabili determinate dall’ambiente.

Si è così affermato un nuovo approccio medico che pone in relazione la salute e il rischio di patologia con alcune discriminanti fisiche, culturali ed economiche determinate dal genere. Riconoscere queste differenze biologiche, ma anche la dimensione sociale e culturale, è indispensabile per ottimizzare l’erogazione delle cure mediche e lo sviluppo delle politiche sanitarie, e per indirizzare la ricerca.

In questo articolo un approfondimento sulla farmacologia di genere, ossia quella branca della farmacologia che evidenzia e definisce differenze di efficacia e sicurezza dei farmaci eventualmente esistenti tra uomini e donne, con un particolare riferimento alle malattie cardiovascolari.

L’articolo [PDF: 180 Kb]

Da CARE 6, 2015

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