Patologie reumatiche: posizione comune di specialisti e pazienti in Emilia-Romagna

Cresce l’impatto delle malattie reumatiche e dei costi sociali ed economici correlati, che assorbono lo 0,2% del PIL. In Emilia-Romagna, secondo un’indagine nazionale condotta da AMRER – Associazione Malati Reumatici Emilia-Romagna, sono circa 32.000 le persone con esenzione attiva per malattia reumatica e oltre 500 i casi pediatrici.

Il trattamento di molte malattie reumatiche, come l’artrite reumatoide, la spondilite anchilosante e l’artrite psoriasica, è stato rivoluzionato alcuni anni fa dall’avvento dei farmaci biologici, che sono in grado di arrestare la progressione della malattia. Alla scadenza del brevetto che protegge la tecnica di produzione, altre industrie possono riprodurre la molecola originator e metterla in commercio ad un prezzo inferiore; in questo caso il farmaco prodotto viene definito biosimilare. Studi di comparabilità ne provano efficacia e sicurezza, ma rimane importante raccogliere i dati della pratica clinica e del loro uso sul lungo periodo.

Pazienti, comunità scientifica e decisori pubblici si confrontano da tempo su come trovare un punto di equilibrio tra il diritto dei pazienti ad accedere alle migliori terapie e le esigenze di risparmio dei Servizi sanitari, che non devono mai prevalere sull’appropriatezza terapeutica. In Emilia-Romagna tredici Centri di Reumatologia insieme ad AMRER hanno messo a punto il primo Position paper con le raccomandazioni sull’utilizzo appropriato dei farmaci biosimilari.

Il Position paper – presentato il 4 luglio 2015 a Bologna nel corso del convegno Biotecnologici e biosimilari. Capire e conoscere queste opportunità terapeutiche per i malati reumatici – si focalizza su quattro raccomandazioni a garanzia dei pazienti:

  • utilizzo dei biosimilari nel trattamento dei pazienti naive;
  • mantenimento dell’originator nei pazienti già in terapia garantendo la continuità terapeutica;
  • no alla sostituibilità automatica tra originator e biosimilare da parte del farmacista;
  • salvaguardia della libertà di scelta del medico prescrittore.

Il concetto chiave è ribadire il rispetto del principio di centralità del medico prescrittore nella scelta tra biologico originatore e corrispondenti prodotti biosimilari, anche relativamente alla non automatica sostituibilità da parte del farmacista.

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