L’applicazione dei Big Data all’assistenza sanitaria

BigDataDa  quando  l’informatica  è  entrata  prepotentemente in tutti i settori della nostra vita, notevoli quantità di dati sono raccolti in formato digitale.  Per  convertire  questa  enorme mole  di dati in conoscenza gli esperti informatici hanno elaborato  nuove  tecniche  di  analisi.  Una  di queste va sotto il nome di Big Data.

Questo termine  indica  grandi  aggregazioni  di  dati,  la  cui mole  richiede  l’intervento  di  strumenti  differenti  da  quelli  tradizionali,  in  tutte  le  fasi  del processo  (gestione,  condivisione,  analisi  e  visualizzazione).  A  differenza  dei  database  relazionali  (caratterizzati  dalla  strutturazione,  e quindi  codifica,  dei  dati),  nei  Big  Data  i  dati provengono da fonti eterogenee che comprendono,  oltre  ai  database  strutturati,  file  binari, immagini e file di testo. È proprio su quest’ultima categoria di dati che in molte aree, compresa quella medica, si concentra la maggior parte dei contenuti informativi che però risulta complicato estrapolare. Attraverso l’analisi computazionale e l’applicazione di strumenti di intelligenza artificiale per estrarre contenuti dal linguaggio naturale propri dei Big Data, si può invece dare un significato al contenuto testuale e trasformare così i dati in informazioni su cui si possono prendere delle decisioni.

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Da CARE 4, 2013

Fonte: Murdoch TB, Detsky AS. JAMA 2013; 309: 1351-1352

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