In evidenza

Oncologia e reti

Le reti oncologiche territoriali sono uno strumento indispensabile per garantire efficacia, efficienza ed equità dei percorsi di cura. Si pongono infatti come un modello
di governo e programmazione delle prestazioni sanitarie in grado di garantire, attraverso la multidisciplinarietà e l’innovazione tecnologica, una nuova continuità tra ospedale
e territorio, ci spiega Maria Rosaria Romano descrivendo le caratteristiche della Rete Oncologica Campana.

Reti importanti sono anche quelle create dalle Associazioni di pazienti, perché questi ultimi siano sempre di più al centro del percorso di cura. Con questa finalità, racconta Stefania
Gori, è nata la ROPI, una rete di associazioni di pazienti oncologici e di professionisti sanitari che ha l’obiettivo di rafforzare nei confronti delle Istituzioni le richieste dei pazienti, facendo in modo che ricoprano un ruolo più attivo anche all’interno delle stesse reti oncologiche regionali.

Telemedicina e scompenso cardiaco

A colloquio con Salvatore Di Somma

L’impatto della pandemia sui pazienti con scompenso cardiaco è stato importante perché si tratta della categoria di pazienti che ha riscontrato la mortalità maggiore e un ricorso duplicato all’ospedalizzazione quando colpita dal virus, spiega il direttore scientifico dell’Associazione Italiana Pazienti con Scompenso Cardiaco (AISC).
In questo contesto i servizi di telemonitoraggio e televisita, sperimentati in un progetto condotto dal Polo Pontino della Sapienza presso la ASL Latina durante la pandemia e in un’esperienza in corso con l’Università di Tor Vergata in collaborazione con l’AISC, rappresentano una risorsa significativa, perché consentono di gestire da casa con successo i pazienti affetti da scompenso tenendo sotto controllo il loro stato clinico e evitando il ricorso a inutili ospedalizzazioni.

patient-journey study

A cura di Maria Carmela Piccirillo

Il patient-journey study è uno studio che ha come oggetto non un singolo quesito clinico, come classicamente accade nelle sperimentazioni cliniche a fini registrativi, ma l’intero percorso terapeutico di una popolazione di pazienti. Tecnicamente, è uno studio prospettico di coorte all’interno del quale sono inseriti uno o più studi randomizzati disponibili per ogni snodo decisionale in cui vi sia incertezza sulla migliore opportunità terapeutica da proporre al paziente.
La proposta di questa nuova tipologia di studio deriva dall’esigenza di superare alcuni limiti della ricerca clinica finalizzata alla registrazione di nuovi farmaci, tipicamente focalizzata su efficacia e sicurezza di un farmaco in uno specifico punto del percorso terapeutico di una patologia, ma che generalmente non fornisce dati sufficienti per definire il reale valore, né il migliore posizionamento del farmaco, nel contesto generale delle opportunità terapeutiche disponibili.

Oncologia di prossimità e sanità digitale

Investire in un sistema sanitario resiliente è una scelta strategica perché la salute è un fattore determinate per la crescita e lo sviluppo del nostro paese, come la recente pandemia ha messo ancora più in luce.
Nell’incontro ‘Il futuro in salute. Guidare l’innovazione, promuovere la ricerca, migliorare la vita’ rappresentanti della comunità scientifica, della società civile e delle istituzioni si sono confrontati per elaborare proposte su come rafforzare l’assistenza domiciliare in attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Proponiamo ai nostri lettori le opinioni di Franco Cognetti, Paolo Marchetti e Anna Lisa Mandorino.