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Gli allarmanti pronostici sulle morti previste nel mondo entro il 2050 a causa del fenomeno dell’antimicrobico-resistenza non tenevano in considerazione la possibile esacerbazione del fenomeno in seguito alla pandemia di Covid-19. Se da una parte è indispensabile una forte consapevolezza da parte di tutto il mondo medico, delle istituzioni e dei cittadini dell’importanza di adottare in Italia tutte le strategie già individuate nel Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza 2017-2030, dall’altra non devono mancare gli incentivi per la ricerca in questo ambito da troppo tempo trascurato.
Ne abbiamo parlato con Massimo Andreoni, Antonio Gaudioso e Salvatore Leone.

antimicrobial stewardship

Collaborazione, consapevolezza, presa in carico, leadership, appropriatezza, formazione sono le parole chiave dell’antimicrobial stewardship.
L’antimicrobial stewardship è una gestione coordinata e multidisciplinare di diversi aspetti della terapia antibiotica. Non vuol dire solo scegliere l’antibiotico giusto, ma attuare una serie di pratiche integrate che abbiano l’obiettivo comune di contenere la diffusione di germi multiresistenti. Ed è fondamentale parlare di questo anche durante la pandemia da Covid-19, per evitare che la nuova emergenza amplifichi i rischi insiti in un utilizzo non appropriato delle terapie antibiotiche.

Covid-19 Salute digitale

La situazione di emergenza che stiamo vivendo a livello globale ha chiesto risposte rapide per far fronte ai nuovi bisogni che si sono manifestati in ambito sanitario. Si è così in poco tempo rivoluzionata in gran parte del mondo l’organizzazione degli ospedali ed è stato incrementato il numero dei posti letto nelle terapie intensive.
L’esigenza di garantire in sicurezza l’accesso ai servizi sanitari a tutti i pazienti, anche a quelli non contagiati, ha costituito una spinta fortissima a incrementare i servizi di telemedicina e di monitoraggio a distanza delle patologie accelerando il superamento delle barriere economiche e culturali che ancora si frapponevano a un completo rinnovamento dei percorsi assistenziali attraverso la connected health.
Ne abbiamo parlato con Alberto E Tozzi, Roberto Ascione e Alessandro Monterosso.

Open access COVID-19

Nel corso di una pandemia avere delle risposte a domande come “Chi sono i pazienti più a rischio?” o “Come è preferibile trattare un soggetto con comorbilità?” può fare la differenza tra la vita e la morte di molte persone. Per questo le associazioni dei bibliotecari delle università e dei centri di ricerca italiani hanno lanciato una petizione attraverso la quale i firmatari chiedono agli editori delle riviste scientifiche “un’eccezione temporanea” alle clausole restrittive negli accordi di licenza, così da poter garantire un continuo aggiornamento a medici e ricercatori coinvolti nella lotta al virus. I commenti di Giuseppe Ippolito, Stefano Vella, Federico D’Orazio e Antonio Addis.