Giornata mondiale delle malattie reumatologiche

“Don’t Delay Connect Today” è lo slogan scelto dall’European League Against Rheumatism per celebrare questo 12 ottobre la giornata mondiale delle malattie reumatologiche.
In questa stessa giornata l’APMAR ha presentato nell’ambito del convegno “Le malattie reumatologiche e i 21 sistemi sanitari regionali” i risultati dell’indagine “La situazione delle persone affette da malattie reumatiche severe in Italia”. Accesso alle cure, attuazione del Piano nazionale della cronicità, Registri di sorveglianza per le patologie reumatiche, aggiornamento dei LEA e dei PDTA sono stati tra i tanti argomenti affrontati.
E domenica 15 ottobre dalle ore 10 alle ore 19 in piazza di Spagna a Roma l’evento #Diamoduemani, organizzato sempre ad Apmar, permetterà a tutti di scoprire, attraverso 3 stand tematici, cosa si prova a “convivere” con una malattia reumatologica.

La demenza colpisce 50 milioni di persone in tutto il mondo, numero che sarà triplicato nel 2050. Ogni 3 secondi nel mondo una persona sviluppa la demenza. Più della metà delle persone affette da demenza vive in Paesi a basso e medio reddito, dove solo il 10% dei malati riceve una diagnosi. Nel 2018 la demenza diventerà una malattia da mille miliardi di dollari.
In occasione della celebrazione della XXIV Giornata Mondiale Alzheimer, Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia, e Patrizia Spadin, presidente dell’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer, hanno rispettivamente ricordato nelle loro dichiarazioni il problema della disinformazione che ancora alimenta lo stigma sociale verso questi pazienti e l’urgenza di una battaglia politica seria e condivisa perché malati e familiari ottengano un sostegno concreto da parte delle istituzioni.

Trapianti Ignazio Marino Care 4 2017

A colloquio con Ignazio Marino

Oggi in buone mani e in buoni centri il 92-93 per cento dei pazienti sopravvive all’intervento di trapianto con un’ottima qualità di vita. A fronte di questo successo sono però purtroppo ancora tanti nel mondo i pazienti in attesa dell’intervento, perché non ci sono organi sufficienti per tutti coloro che ne hanno necessità.
Una proposta innovativa per venire incontro a chi è in attesa di un rene, ci spiega Ignazio Marino in questa intervista, è quella che si basa sulla teoria del matching elaborata da Alan Roth, premio Nobel per l’economia nel 2012. Secondo il suo algoritmo, creando una sorta di catena planetaria tra chi è disponibile alla donazione di un rene per motivi affettivi e chi è in attesa di un rene si supererebbe il problema dell’incompatibilità sanguigna e nessuno sarebbe più in lista di attesa.

GRADE Marina Davoli Care 4 2017

Negli anni il GRADE è diventato lo strumento di riferimento per la valutazione dell’affidabilità delle prove scientifiche e per la formulazione di raccomandazioni basate sulle evidenze.
Perché ha segnato un cambio di passo nella produzione delle raccomandazioni cliniche?
Che ruolo gioca la valutazione della costo-efficacia secondo i criteri GRADE nelle decisioni di coverage?
Quale apporto concreto può offrire la metodologia GRADE nell’adattamento delle linee guida esistenti e nello sviluppo di nuove? E come possono collaborare le istituzioni e le società scientifiche con i metodologi? Lo spiega Marina Davoli in questa intervista.

PDTA Lab Nello Martini Care 4 2017

Lo strumento operativo per la presa in carico del paziente cronico e delle comorbilità è costituito dai Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA), che rappresentano l’architrave del nuovo sistema assistenziale.
Per questo CORE (Collaboratibe Outcome Research), partner di CINECA, ha sviluppato il Progetto PDTA Lab, con l’obiettivo di fare una ricognizione di tutti i PDTA approvati dalle Regioni, suddivisi per patologia e per singola Regione, e di valutarli, calcolando e verificando gli indicatori di prevalenza, processo ed esito.

A colloquio con Stefania Iannazzo
L’Italia è tra i Paesi europei con percentuali di resistenza più elevate, terza dopo Grecia e Turchia.
In Italia il fenomeno è andato aumentando, passando da una media del 16-17% nel 2005 al 33-34% in meno di 10 anni, tanto che oggi fino a 1 paziente su 10 va incontro a un’infezione batterica multiresistente.
Stefania Iannazzo spiega quanto sia grave la situazione a livello globale e quali azioni siano state finora intraprese, con un approfondimento sulla realtà italiana dove il problema maggiore risiede nella frammentazione delle attività di sorveglianza e nella difficoltà a garantire la sostenibilità economica delle azioni che potrebbero contrastare il fenomeno.

A colloquio con Luca Busani
Il problema dell’antimicrobico-resistenza coinvolge anche l’industria zootecnica: lo ricorda Luca Busani, fornendoci alcuni dati sulla quantità di farmaci utilizzati in Italia e in Europa nell’allevamento degli animali. Per questo è così importante adottare un approccio One Health, promosso da tutte le istituzioni internazionali perché consente di definire le priorità, di individuare gli obiettivi e condividerli in ogni settore.

Tante iniziative, ma tutte a livello di singola Regione o addirittura di singola struttura ospedaliera all’interno della stessa Regione: è così che l’Italia sta affrontando il fenomeno della resistenza agli antimicrobici nell’attesa di un Piano nazionale che permetta un maggiore coordinamento e una definizione chiara degli obiettivi che devono essere raggiunti.