Una sigaretta al giorno non toglie il medico di torno

È nell’immaginario collettivo  che ridurre il consumo giornaliero di sigarette riduca in modo proporzionale il rischio di infarto o ictus. Tant’è che molti fumatori si prefiggono l’obiettivo di ridurre il numero di sigarette fumate, pensando in questo modo di mettersi al riparo da qualunque rischio. Non c’è niente di più sbagliato. A dissipare qualunque dubbio a questo proposito ci ha pensato una metanalisi pubblicata recentemente sul BMJ, in cui emerge come anche fumare una sola sigaretta al giorno sia un comportamento associato ad un maggior rischio cardiovascolare.

Africa: mortalità infantile e sanità pubblica di precisione

In Africa è stata riscontrata una riduzione globale dei decessi infantili fra il 1990 e il 2015, dovuta probabilmente anche a quanto stabilito dagli Obiettivi Sostenibili del Millennio. Gli obiettivi di lungo periodo fissano, entro il 2037, una mortalità globale sotto i 5 anni pari a 25 (12 per quella neonatale). Il problema rimane prevalentemente geografico e quello che Golding con i suoi collaboratori evidenziano negli articoli pubblicati sul Lancet è che è necessario andare ancora più in dettaglio per riuscire a realizzare una sanità pubblica ‘di precisione’ nel continente africano, in grado di controllare la mortalità infantile.

Decentalizzazione in sanità

In Italia, la recente normativa relativa ai piani di rientro per le aziende ospedaliere, e non più solo per le Regioni, rappresenta un passo importante verso una maggiore centralizzazione che corregga gli effetti più negativi delle politiche di devoluzione avviate all’inizio degli anni duemila. Un articolo pubblicato su Health Policy evidenzia i limiti della normativa sui Piani di Rientro per le aziende ospedaliere, che rappresenta un passo avanti verso una maggiore centralizzazione che corregga gli effetti più negativi delle politiche di devoluzione avviate a inizio anni 2000.

fibrillazione atriale CARE 1 2018

Nel corso del Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC), svoltosi a Barcellona nel 2017, sono stati presentati i dati del registro internazionale GARFIELD-AF (Global Anticoagulant Registry in the Field-Atrial Fibrillation), il più grande registro prospettico continuo di pazienti con FA. Il registro, finalizzato principalmente alla valutazione della terapia anticoagulante nella FA, ha consentito la raccolta di dati interessanti di economia sanitaria che hanno confermato il grande impatto sulla spesa sanitaria dei vari Paesi con oneri finanziari, economici ed umani differenti in relazione alle varie aree geografiche e con una distinzione derivante anche dai differenti sistemi sanitari delle nazioni coinvolte.

Brexit e NHS CARE 1 2018

Nell’indagine di Fahy e colleghi, pubblicata sul Lancet, la definizione per blocchi del servizio sanitario attuata dall’OMS è utilizzata per valutare gli effetti della Brexit sulla salute e sull’intero servizio sanitario nazionale inglese. In particolare gli autori prendono in considerazione tre possibili scenari: una Brexit ‘morbida’ (accesso al mercato unico con alcune restrizioni alla libera circolazione delle persone), una Brexit ‘rigida’ (accordo di libero commercio come quello attualmente esistente fra UE e Canada) e una Brexit fallimentare (accordo che si basa sulle regole imposte dall’Organizzazione Mondiale del Commercio – WTO).

EMA: è tempo di cambiare?

Gli autori dello studio pubblicato sull’European Journal of Health Economics analizzano l’organizzazione attuale dell’EMA nonché la gestione della rete di agenzie regolatorie al fine di esplorare prospettive future per una nuova politica europea in materia di regolamentazione farmaceutica. A tal fine è stata condotta una ricerca web-based per sistematizzare le principali caratteristiche dell’EMA e delle ANR di cinque Paesi dell’Europa occidentale: Germania, Francia, Italia, Spagna e Paesi Bassi.

Assistenza ambulatoriale: l'esempio del Regno Unito

Nel Regno Unito i ricoveri non programmati influenzano enormemente l’assorbimento delle risorse
sanitarie, con una spesa di oltre 12 miliardi di sterline l’anno. L’obiettivo della ricerca di Busby e dei suoi collaboratori, pubblicata su BMC Family Practice, è stato quello di esaminare le possibili relazioni esistenti fra ricoveri non programmati, la medicina generale e le caratteristiche degli ospedali nel Regno Unito.