GRADE e equità CARE 4 2017

Vivian A. Welch e i suoi collaboratori hanno elaborato, in una linea condivisa, una serie di metodi che possono essere usati per valutare l’equità nelle raccomandazioni basate sul GRADE. Tra essi, il considerare l’inclusione di questo outcome nelle tabelle di sintesi dei dati, valutare le differenze di efficacia legata all’appartenenza a gruppi sociali più o meno svantaggiati, considerare che possono esservi differenze di partenza nei profili di rischio legate all’appartenenza etnica e alla condizione socioeconomica, e che ciò implica impatti differenti sugli effetti assoluti.

Tiroide e sovradiagnosi CARE 4 2017

E’ stato recentemente pubblicato sul JAMA un position paper della Preventive Services Task Force Nord-americana (USPSTF) che, confermando la posizione già espressa in un documento analogo del 1996, scoraggia l’uso dello screening “con un moderato grado di certezza”, affermando che questo non comporta alcuno vantaggio sostanziale e che i rischi oltrepassano nettamente i benefici.

Uno studio condotto in Ontario (Canada) dall’1 gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 su pazienti di età superiore ai 65 anni, con infezioni non batteriche delle alte vie respiratorie, ha evidenziato come l’anzianità di servizio dei medici, il volume giornaliero di pazienti e la localizzazione della facoltà di specializzazione siano risultati predittori dell’attitudine prescrittiva dei medici, mostrando un sovrautilizzo degli antibiotici.

TC dosaggio radiazioni Care 4 2017

Due articoli sul JAMA Internal Medicine presentano i risultati di uno studio che ha preso in esame 5 strutture mediche (Davis, Irvine, Los Angeles, San Diego e San Francisco) presso le quali si sono svolti tra l’1ottobre 2013 e il 31 dicembre 2014 alcuni incontri per discutere e condividere le best practice per l’ottimizzazione delle dosi delle radiazioni per la tomografia computerizzata e le opportunità per possibili standardizzazioni.

Qual è il costo di un episodio di infezione da Clostridium diffcile? Alto, sia negli Stati Uniti sia in Europa. Anche l’Italia appare in linea con i tre miliardi di euro annui spesi a livello europeo per trattare questa infezione, come ha dimostrato uno studio retrospettivo osservazionale di coorte recentemente pubblicato sul Global & Regional Health Technology Assessment con l’obiettivo di descrivere caratteristiche, utilizzo di risorse e costi per pazienti con episodio primario di CDI e con infezione ricorrente.

L’impatto epidemiologico rilevante, le complicanze frequenti e debilitanti, la possibilità sub-ottimale di trattamento delle complicanze e i costi non trascurabili della gestione diagnostica e clinico-terapeutica del paziente colpito da Herpes Zoster costituiscono il razionale per promuovere in maniera attiva una prevenzione efficace, che oggi si basa essenzialmente sulla profilassi vaccinale.