La salute nelle città

Conoscenza e innovazione, attività economica, assistenza sanitaria, istruzione e altri servizi rappresentano elementi tipici delle città, con il giusto potenziale per apportare miglioramenti sostanziali alla salute e al benessere dei residenti. Sfruttare al meglio queste risorse implica l’utilizzo di ruoli trasversali di sindaci e consigli comunali per costruire un sistema di salute equo. Le città rappresentano infatti un’opportunità di apprendimento condiviso
e coordinato nonché la possibilità di sperimentare politiche innovative da adattare ai contesti sociale, demografico, ed economico.

Ranieri Guerra: mortalità materna

A colloquio con Ranieri Guerra
I numeri della mortalità materna in Africa sono ancora molto alti, nonostante si conoscano perfettamente le dimensioni del problema e si sappia come e dove intervenire. Ranieri Guerra (Organizzazione Mondiale della Sanità) spiega che l’intervento più importante per vincere la sfida e ridurre questi numeri è quello dell’alfabetizzazione della popolazione.

A colloquio con Patrizia Popoli
Abbiamo chiesto a Patrizia Popoli, Presidente della Commissione Tecnico-Scientifica dell’AIFA, di ripercorrere le tappe principali del percorso di identificazione dell’innovatività di un nuovo farmaco a partire dalla legge di bilancio 2017, con la quale sono stati stanziati 500 milioni di euro l’anno per due fondi, quello dei farmaci innovativi e dei farmaci oncologici innovativi.

Il concetto di fragilità, nonostante l’ampio spazio dedicato dalla letteratura scientifica, non è definito in modo univoco a livello internazionale. Due sono i principali approcci volti alla sua comprensione: quello biomedico, incentrato sul declino delle funzioni biologiche, e quello bio-psico-sociale, che coinvolge più variabili in grado di aumentare il rischio di risultati avversi per la salute.
Una definizione utilizzata spesso nel contesto italiano è quella coniata dalla medicina generale, con la quale si fa un riferimento più preciso alla multimorbilità e instabilità dell’individuo, associate alla presenza/assenza di una rete di servizi integrata.
A prescindere dalle definizioni, il concetto di fragilità ha sicuramente contribuito a spostare l’ottica da un approccio al paziente anziano, incentrato sulla malattia o sull’organo, ad una visione più integrata e globale della salute, prendendone in considerazioni i diversi aspetti.

Salute Donna onlus, con le 23 Associazioni dei pazienti aderenti al progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, si fa portavoce dei bisogni dei pazienti oncoematologici del Lazio sostenendo le istanze di Fondazione GIMEMA e AIL nell’incontro “Far viaggiare il sangue, non il paziente: abbattere gli ostacoli per semplificare l’accesso alla diagnostica d’eccellenza” (Consiglio Regionale del Lazio, 6 dicembre), che apre un confronto costruttivo con le Istituzioni sanitarie regionali del Lazio sul tema delle reti oncoematologiche.
L’obiettivo è quello di ottenere il riconoscimento istituzionale di queste reti, così da semplificare le procedure burocratiche e amministrative che spesso rendono estremamente complicato spedire un campione biologico da un centro clinico a un altro.