Andrea Urbani: per una nuova governance

A colloquio con Andrea Urbani
“E’ ora che tutte le Regioni entrino nel vivo del Piano Nazionale per la Cronicità e che abbiano chiaro il
fabbisogno di salute della propria popolazione in generale, non solo dei pazienti cronici. Questo ci
consentirà di effettuare un’allocazione ottimale delle risorse e di procedere finalmente anche con azioni di prevenzione mirate.” Lo ha sostenuto Andrea Urbani nell’intervista rilasciata in occasione di Inventing for life Health Summit (Roma, 14 marzo 2018), ricordando quanto sia urgente abbandonare la logica dei tetti di spesa verticali per misurare in maniera oggettiva l’impatto orizzontale dei nuovi farmaci e dispositivi medici sulla gestione del percorso della malattia.

Walter Ricciardi: ISSalute e fake news

“L’informazione corretta e basata sulle evidenze scientifiche è essenziale nella costruzione delle strategie di prevenzione. I suoi risultati hanno bisogno di tempo, ma sono fondamentali anche per la sostenibilità del welfare futuro”. Lo sostiene Walter Ricciardi in questa intervista, rendendo evidente la grande illusione prodotta dalla rete: “Ha dato l’idea che i dati scientifici, faticosamente acquisiti attraverso un metodo rigoroso e complesso, capace anche di contenere aporie al suo interno, potessero diventare oggetto di discussione come si fa per una partita di calcio. La scienza, invece, richiede una discussione in cui possono essere confrontati risultati dimostrabili, verificabili e riproducibili da mettere a servizio della società civile. Non è una questione di opinioni né la sua verità può essere appannaggio di chi urla di più, come spesso accade sui social o sui blog, altrimenti avremo dieci, cento, mille Stamina e altrettanti Vannoni che fanno mercato del dolore dei malati e delle loro famiglie.”

Decentalizzazione in sanità

In Italia, la recente normativa relativa ai piani di rientro per le aziende ospedaliere, e non più solo per le Regioni, rappresenta un passo importante verso una maggiore centralizzazione che corregga gli effetti più negativi delle politiche di devoluzione avviate all’inizio degli anni duemila. Un articolo pubblicato su Health Policy evidenzia i limiti della normativa sui Piani di Rientro per le aziende ospedaliere, che rappresenta un passo avanti verso una maggiore centralizzazione che corregga gli effetti più negativi delle politiche di devoluzione avviate a inizio anni 2000.

EMA: è tempo di cambiare?

Gli autori dello studio pubblicato sull’European Journal of Health Economics analizzano l’organizzazione attuale dell’EMA nonché la gestione della rete di agenzie regolatorie al fine di esplorare prospettive future per una nuova politica europea in materia di regolamentazione farmaceutica. A tal fine è stata condotta una ricerca web-based per sistematizzare le principali caratteristiche dell’EMA e delle ANR di cinque Paesi dell’Europa occidentale: Germania, Francia, Italia, Spagna e Paesi Bassi.

Assistenza ambulatoriale: l'esempio del Regno Unito

Nel Regno Unito i ricoveri non programmati influenzano enormemente l’assorbimento delle risorse
sanitarie, con una spesa di oltre 12 miliardi di sterline l’anno. L’obiettivo della ricerca di Busby e dei suoi collaboratori, pubblicata su BMC Family Practice, è stato quello di esaminare le possibili relazioni esistenti fra ricoveri non programmati, la medicina generale e le caratteristiche degli ospedali nel Regno Unito.

Vanacore demenza

Quante sono le persone affette in Italia da demenza e quante quelle direttamente o indirettamente coinvolte nella loro assistenza? Quali strutture offrono servizi dedicati alle demenze nel nostro Paese?
A che punto è l’attuazione del Piano Nazionale Demenze e come si inseriscono le attività del Tavolo sul monitoraggio del Piano nel contesto europeo e mondiale?

Ce ne parla Nicola Vanacore, sottolineando che un obiettivo importante di sanità pubblica del prossimo futuro sia quello di arrivare a distinguere chiaramente l’invecchiamento normale da quello patologico per poter essere in grado di definire percorsi di cura e assistenziali sempre più appropriati.

Paolo Bonanni: vaccinazioni, i numeri di una delle più importanti scoperte dell'età moderna

A colloquio con Paolo Bonanni
A metà degli anni 50 si contavano circa 12.000 casi anno di difterite, con centinaia di morti. Analogo discorso per la poliomielite: negli anni 50/60 i casi notificati ogni anno erano dai 3000 agli 8000. Discorso simile per il vaiolo: 5 milioni di morti in epoca prevaccinale. E ancora, epatite B: in passato nel nostro Paese si verificavano circa 50/80.000 nuovi casi di infezione ogni anno. Oggi grazie alla vaccinazione ci muoviamo verso lo 0,5%.
Sono questi i dati che Paolo Bonanni snocciola a sostegno di quanto l’OMS sostiene da sempre, ossia che “i vaccini sono la più grande scoperta in campo medico mai fatta dall’uomo”.

Andrea Grignolio: corretta informazione e salute pubblica

A colloquio con Andrea Grignolio
Per capire quali strategie bisognerebbe mettere in atto per limitare il potere della disinformazione imperante su internet sui temi della salute, e in particolare  su quello delle vaccinazioni, è necessario capire a fondo il terreno in cui ci si muove.
Tutti gli studi più recenti su questi argomenti concordano nel sostenere che l’informazione sul web tende a essere polarizzata (si divide cioè in ‘pro’ e ‘contro’, senza molte sfumature).
Fondamentale è quindi creare una vera e propria alleanza terapeutica tra i medici e i pazienti e formare il personale sanitario perché sappia rispondere in modo efficace ai dubbi e alle paure dei suoi interlocutori .