Issalute e dottoremaeveroche

Due sono le risorse che oggi gli italiani possono consultare con la la tranquillità di non incappare in una fake news.
La prima è il portale ISSsalute.it, che con un linguaggio semplice e comprensibile a tutti mette a disposizione una vera e propria enciclopedia della salute digitale e interattiva, con oltre 1700 schede redatte sulle cause, i disturbi, le cure e la prevenzione delle malattie. A queste si aggiungono 150 fake news (destinate a diventare presto oltre 400), smascherate dalle spiegazioni scientifiche dei redattori dell’Istituto Superiore di Sanità.
Dottore, ma è vero che…? è invece la risorsa realizzata dalla Fnomceo che, oltre a smontare le fake news, vuole anche insegnare ai cittadini come valutare in modo critico la qualità delle informazioni sanitarie reperibili online e ai medici a rispondere in modo efficace ai dubbi dei loro pazienti.

Engagement

A cura di Guendalina Graffigna e Serena Barello

Negli ultimi 10 anni, a fronte di incoraggianti evidenze scientifiche, l’interesse per il patient engagement è aumentato significativamente, arrivando a riconoscerne l’importanza sia etica sia pragmatica per tutti i sistemi sanitari. Vi sono indicazioni che sottolineano come il patient engagement nel processo di cura di una patologia
cronica – trasversalmente ai contesti clinici – possa garantire un miglioramento dei risultati clinici.
Tuttavia il concetto di engagement trova forse attualmente la sua migliore area di applicazione nel contesto ampio della prevenzione. In questa prospettiva più che mai, infatti, questo concetto assume valore pratico e operativo per innovare la gestione del sistema sociosanitario.

Vaccinazioni: il ruolo del patient engagement nell'orientare i genitori

Quali modalità comunicative sono efficaci nel risolvere l’esitazione e i dubbi avvallati da alcuni genitori sui rischi di possibili effetti collaterali anche gravi in seguito alla somministrazione delle vaccinazioni?
Ne parlano tre ricercatori americani in un articolo pubblicato sul JAMA, analizzando i meccanismi psicologici che possono spiegare l’incremento del numero di genitori che anche negli Stati Uniti hanno delle resistenze a far vaccinare i propri figli.

Fino a poco tempo fa, l’epatite C era considerata un tunnel con poche vie d’uscita. Oggi, grazie all’introduzione di nuove terapie e ad un nuovo obiettivo di sanità pubblica che ha aperto l’accesso ai trattamenti innovativi a tutti i pazienti a cui sia stata diagnosticata la malattia, lo scenario è cambiato e la malattia può essere paragonata ad un viaggio con un inizio e un finale positivo nella maggior parte dei casi. Un viaggio che ogni paziente affronta in modo diverso, con la sua storia, le sue speranze, le sue esigenze specifiche.
E’ stato questo lo spunto della campagna educazionale Epatite C Zero, promossa da MSD Italia in collaborazione con EpaC onlus e con la supervisione scientifica di FIRE, per creare consapevolezza dei rischi legati all’HCV, promuovere la prevenzione e informare.
A disposizione dei lettori le interviste a Loreta Kondili, Barbara Coco e Ivan Gardini, che hanno partecipato alla presentazione della campagna.

Salute collaborativa

A cura di Eliana Ferroni
I recenti cambiamenti tecnologici, economici e sociali stanno fortemente influenzando la sanità del XXI secolo. Per prepararsi nel migliore dei modi ai nuovi scenari, Michael Millenson, ricercatore statunitense pluricandidato al premio Pulitzer, ha introdotto il concetto di collaborative health o ‘salute collaborativa’.
La salute collaborativa può essere rappresentata come una “costellazione” di interazioni, finalizzate alla cura delle malattie e al mantenimento del benessere, modellata dalle persone stesse sulla base delle loro specifiche esperienze di vita. Si tratta, quindi, di un trasferimento di potere in cui il tradizionale sistema di cura, basato principalmente sul solo rapporto medico-paziente, perde parte del suo controllo.