Nonostante siano passati decenni da questa importante dichiarazione, tale diritto è stato spesso misconosciuto e solo recentemente un approccio a un consenso informato in linea con gli standard
sopra descritti viene promosso in modo concreto. Perché questo si realizzi è sempre più importante che vi sia rispetto dei bisogni informativi dei pazienti, delle loro preferenze, valori ed obiettivi, della loro sicurezza ed autonomia.

Secondo una ricerca pubblicata nel 2015 dall’Institute of Medicine l’errore diagnostico interessa un adulto su 20 in ambito extraospedaliero e oltre 12 milioni di adulti all’anno soltanto negli Stati Uniti. Affrontare l’errore diagnostico è quindi ormai un imperativo morale, professionale e di salute pubblica perché rappresenta uno dei fattori di rischio più importanti per la sicurezza del paziente.

L’Agenzia italiana del farmaco, in collaborazione con gli esperti della Siommms (Società italiana dell’osteoporosi del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro) e della Sir (Società italiana di reumatologia), ha aggiornato la Nota 79, che riguarda l’accesso alle terapie necessarie per il trattamento dell’osteoporosi. Maurizio Rossini, dell’UOC di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, spiega le novità per medici e pazienti.