Secondo l’ultimo rapporto Censis ben un italiano su tre naviga in rete per ottenere informazioni sulla salute. Di questi, oltre il 90,4% effettua ricerche su patologie specifiche ottenendo molto spesso informazioni non validate scientificamente.
Avendo ben presenti questi dati, è nato ISSalute, il primo portale istituzionale fortemente voluto da Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, e dedicato interamente al cittadino perché possa informarsi, conoscere e scegliere sui temi della salute, affidandosi a informazioni corrette e scritte in un linguaggio chiaro, semplice e accessibile a tutti.
Issalute è stato costruito per far promuovere scelte consapevoli in materia di salute perché coerenti con le evidenze scientifiche disponibili. Ma vuole essere anche uno strumento nelle mani dei cittadini perché possano diffondere e condividere i contenuti scientifici all’interno di blog e social network.

Vaccinazioni: strategie regionali

A colloquio con Maria Grazia Pascucci (Regione Emilia-Romagna) e Francesca Zampano (Regione Puglia)

Quali strategie sono state messe in atto a livello regionale per avvicinare i cittadini al Nuovo piano di prevenzione vaccinale e per informarli correttamente? Come sono state aiutate le famiglie per reperire la documentazione necessaria per l’iscrizione a scuola? I nuovi dati sulla copertura vaccinale registrano già i primi successi? Che ruolo giocano l’efficienza e la buona organizzazione dei servizi vaccinali nel non allontanare i cittadini dalla pratica delle vaccinazioni?

Health literacy

A cura di Chiara Lorini e Guglielmo Bonaccorsi

Secondo l’OMS la ‘health literacy’ implica il raggiungimento di un livello di conoscenza, abilità e consapevolezza utili a intraprendere azioni per migliorare la salute individuale e della comunità, promuovendo il cambiamento degli stili e delle condizioni di vita.
Il riferimento alla “salute della comunità” e alle “condizioni di vita” sottolinea quanto la ‘health literacy’ sia rilevante non soltanto per la salute individuale ma anche per quella collettiva, e quanto eserciti un peso per la partecipazione della comunità a decisioni che hanno un impatto sulla salute della popolazione (la cosiddetta ‘critical health literacy’), aprendo definitivamente la strada allo sconfinamento di tale disciplina nell’ambito della prevenzione collettiva e della promozione della salute (‘public health literacy’).