Non è solo questione di genotipo, gli specifici bisogni terapeutici che caratterizzano le diverse popolazioni di pazienti con epatite C costituiscono un vero e proprio ‘mare magnum’. Cirrosi, co-infezione HCVHIV, comorbilità di differenti entità, precedenti fallimenti del trattamento: sono moltissime le condizioni che possono complicare ulteriormente il quadro clinico di un paziente con HCV e richiedere una cautela particolare nella definizione della terapia.
Ne abbiamo discusso con Massimo Galli e Stefano Fagiuoli.

Giornalisti e esperti di igiene pubblica, pediatri, storici della medicina, sociologi e rappresentanti di associazioni si sono confrontati a Roma il 13 giugno su come trasmettere all’opinione pubblica una corretta informazione sul valore dell’immunizzazione nell’ambito del Corso di Formazione Professionale “Comunicare i vaccini. L’importanza delle combinazioni vaccinali in pediatria e del vaccino anti-Papillomavirus”, promosso dal Master di I livello “La Scienza nella Pratica Giornalistica” della Sapienza Università di Roma con il supporto non condizionante di MSD.
Tra gli argomenti affrontati il perché delle fake news e della resistenza sociale alle vaccinazioni, l’importanza di disseminare una cultura corretta in questo ambito, i vantaggi delle combinazioni vaccinali nell’età pediatrica.

A colloquio con Saverio Ventura
Qual è il quadro epidemiologico dell’epatite C in Piemonte? Ritiene sia auspicabile la creazione di una rete per il trattamento dell’epatite C in Piemonte, come è già avvenuto in altre Regioni? Quali passi bisogna ancora fare per ottenere l’eradicazione dell’epatite C? A queste domande risponde Saverio Ventura

Qual è l’andamento epidemiologico dell’epatite C in Italia? Le nuove combinazioni terapeutiche sono in grado di soddisfare le esigenze dei pazienti più difficili?
Che importanza ha la Piattaforma italiana per lo studio della terapia delle epatiti virali (Piter), promossa dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con Aisf e Simit, e quali sono stati i risultati dell’analisi condotta dall’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari sul potenziale impatto economico dell’estensione dei criteri di rimborsabilità stabiliti da AIFA?
Quali le proposte delle Associazioni dei pazienti e quali i vantaggi che l’organizzazione in rete del trattamento dell’epatite C offre ai pazienti e al servizio sanitario?

“Pazienti, clinici e Istituzioni per un obiettivo comune: eliminare l’HCV in Italia”, l’incontro promosso da Alleanza contro l’Epatite e EPAC lo scorso 16 novembre per celebrare in Italia la Giornata Mondiale dell’Epatite, è stata un’importante occasione di confronto con Istituzioni, Società Scientifiche e Pazienti su un tema di estrema attualità: l’eradicazione del virus dell’epatite C.
E proprio il Ministro Beatrice Lorenzin, intervenuta durante il convegno, ha fissato un traguardo terapeutico preciso affermando che i 500 milioni di euro strutturali, previsti dalla Legge di Bilancio per i farmaci innovativi, permetteranno al nostro Servizio Sanitario di raggiungere l’obiettivo di eradicare la malattia per quanto riguarda la fase acuta, così da poter poi allargare i criteri di accesso alle terapie anche a tutti gli altri infetti meno gravi.
Sugli argomenti affrontati nel corso della giornata abbiamo intervistato Ivan Gardini, Presidente di EPAC Onlus.

Il bisogno di fare chiarezza è quello che ha spinto EpaC onlus a svolgere una ricerca indipendente per raccogliere le evidenze necessarie per spiegare che curare tutti i pazienti affetti da epatite C è possibile in modo sostenibile.
Ivan Gardini, Presidentedi EpaC Onlus, racconta in questa intervista come si è svolta la ricerca, il suo disegno, i suoi obiettivi e i principali risultati raggiunti.