La Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute ha messo a punto il ‘Il Piano Nazionale della Cronicità’, che disciplina le modalità di assistenza dei pazienti affetti da malattie croniche con l’obiettivo di tutelarle meglio, riducendo il peso della patologia sull’individuo, sulla sua famiglia e sul contesto sociale.
Se ne è parlato a Roma il 16 febbraio in occasione del workshop istituzionale ‘Il paziente al centro: la gestione integrata della cronicità’, organizzato con il contributo non condizionante di MSD nell’ambito del progetto ‘Insieme per il cuore’.
In questo dossier gli approfondimeneti in tema di prevenzione e empowerment, gestione della persona anziana diabetica e del paziente dopo un evento coronarico acuto, con le videointerviste ad alcuni dei protagonisti.

Nel tempo, la stima di questi costi è diventata sempre più rilevante e ha portato a un marcato incremento nella pubblicazione di studi di impatto economico legato alle condizioni croniche. Ormai numerose tecniche statistiche sono state ampiamente condivise e raccomandate: obiettivo del presente lavoro è proprio quello di analizzare i diversi approcci e valutarne i conseguenti risultati.

Il Dipartimento della Salute statunitense ha identificato la prevalenza delle condizioni croniche multiple (CCM), considerandole un rilevante problema di salute pubblica poiché hanno effetti deleteri sui ricoveri e comportano una maggiore incidenza dei costi e di utilizzazione dei servizi.
Obiettivo dello studio è quello di analizzare il carico delle CCM sulla popolazione e di valutarne gli effetti in termini di costi, qualità e accesso alle cure.

Dai dati dell’Osservatorio ARNO Diabete 2012 emerge che in Italia circa 5 milioni di persone hanno il diabete. Pochi sono però gli italiani che attuano comportamenti preventivi perché la maggior parte non si sente a rischio. Lo dimostrano i risultati dell’indagine GfK Eurisko, presentati nel XXV congresso della Società Italiana di Diabetologia (Bologna, 28-31 maggio 2014). Molte anche le novità nel campo della prevenzione, della ricerca e della terapia come dimostrano le interviste di questo dossier.

A cura di Roberto Grinta, Federica Verri, Katia Bini

Le malattie respiratorie sono insieme al cancro del polmone la seconda causa di morte a livello mondiale e sono più diffuse di quanto riteniamo a causa dell’elevata percentuale di sottodiagnosi. Le prospettive future prevedono un ulteriore incremento della loro prevalenza per l’aumento dell’età media della popolazione e per le conseguenze della diffusione dell’abitudine al fumo, cosicché la sola broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) sarà, già nel 2020, la terza causa di morte nel mondo…