Salute collaborativa

A cura di Eliana Ferroni
I recenti cambiamenti tecnologici, economici e sociali stanno fortemente influenzando la sanità del XXI secolo. Per prepararsi nel migliore dei modi ai nuovi scenari, Michael Millenson, ricercatore statunitense pluricandidato al premio Pulitzer, ha introdotto il concetto di collaborative health o ‘salute collaborativa’.
La salute collaborativa può essere rappresentata come una “costellazione” di interazioni, finalizzate alla cura delle malattie e al mantenimento del benessere, modellata dalle persone stesse sulla base delle loro specifiche esperienze di vita. Si tratta, quindi, di un trasferimento di potere in cui il tradizionale sistema di cura, basato principalmente sul solo rapporto medico-paziente, perde parte del suo controllo.

A colloquio con Paola Pisanti
La centralità della persona è il tema principale e trasversale a tutto il nuovo Piano Nazionale della Cronicità, approvato in Conferenza Stato-Regioni il 15 settembre 2016, intendendo la persona non solo nelle sue problematiche cliniche ma anche negli aspetti legati alla sua vita quotidiana: scuola, lavoro, ambiente, relazioni sociali. Tutti questi aspetti influenzano infatti non solo la qualità di vita, ma anche spessissimo l’aderenza alla terapia. Ce lo spiega Paola Pisanti in questa intervista.

A colloquio con Ivan Gardini

Quale proposta ha fatto EpaC al Governo per rendere l’eradicazione dell’infezione da HCV un obiettivo possibile in Italia? Quali sono i ‘falsi miti’ sull’epatite C che EpaC onlus ha voluto mettere a nudo? Qual è la posizione dell’Associazione rispetto alla decisione di alcuni cittadini italiani di ricorrere ai ‘viaggi all’estero’ per garantirsi la possibilità di curarsi?