Burden economico MICI in Italia

L’associazione Amici onlus ha condotto un’indagine su “Il burden economico delle MICI in Italia” in collaborazione con l’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
L’indagine, effettuata su un campione di 2426 pazienti, ha stimato per la prima volta il costo medio annuo a carico di un paziente affetto da malattia di Crohn o colite ulcerosa in circa 746 euro. Se si considerano anche le perdite di produttività generate dall’essere affetto da tale malattia, il costo medio annuo raggiunge i 2.258 euro.
Sono oltre 5.000.000 nel mondo le persone affette da Crohn o da colite ulcerosa, tanto che si parla ormai di malattie globali. In Italia si è calcolato che siano tra le 150.000 e le 200.000 le persone colpite da patologie croniche invalidanti dell’intestino. Ne abbiamo parlato con Enrica Previtali, presidente di AMICI Onlus.

La strategia campana di eradicazione del virus dell’epatite C

Il 2017 è stato un anno segnato da alcuni momenti cruciali per il contrasto all’epatite C in Italia: il ventaglio terapeutico del clinico si è arricchito di tre nuovi farmaci antivirali ad azione diretta e AIFA ha esteso i criteri di rimborsabilità dei trattamenti, rendendoli di fatto accessibili a tutti i pazienti.
La situazione delle strutture autorizzate all’erogazione dei farmaci innovativi non è però omogenea su tutto il nostro territorio. Proprio per questo Epac onlus ha pubblicato un’indagine conoscitiva, individuando quali elementi dovrebbero essere inclusi in un PDTA unico nazionale, utile per curare tutti i malati entro tre anni. Li proponiamo ai nostri lettori in questo dossier, insieme a un approfondimento sulla situazione nella Regione Campania e alla presentazione delle ultime raccomandazioni dell’EASL per il trattamento dell’epatite C nella sua forma acuta e cronica.

Marco Geddes da Filicaia: risparmio

A cura di Marco Geddes da Filicaia

Nel corso degli ultimi anni è stata avviata anche in Italia una riflessione sui risparmi che si potrebbero realizzare riducendo gli sprechi nel settore sanitario, in particolare grazie al lavoro svolto dalla Fondazione GIMBE che ha adeguato al contesto nazionale la tassonomia degli sprechi messa a punto cinque anni fa negli Stati Uniti e pubblicata sul JAMA. Trasferendo e adattando alla realtà italiana le stime degli sprechi indicate da questa tassonomia, i possibili – teorici – risparmi per il nostro Servizio Sanitario si attesterebbero intorno al 22%, ossia sarebbero pari a 25.315 miliardi (spesa pubblica del 2018).
Questa parola chiave esamina in dettaglio ognuna delle voci elencate nella tassonomia, perché è su queste che si può agire per ottenere un contenimento dei costi e una conseguente riallocazione delle risorse.

Decentalizzazione in sanità

In Italia, la recente normativa relativa ai piani di rientro per le aziende ospedaliere, e non più solo per le Regioni, rappresenta un passo importante verso una maggiore centralizzazione che corregga gli effetti più negativi delle politiche di devoluzione avviate all’inizio degli anni duemila. Un articolo pubblicato su Health Policy evidenzia i limiti della normativa sui Piani di Rientro per le aziende ospedaliere, che rappresenta un passo avanti verso una maggiore centralizzazione che corregga gli effetti più negativi delle politiche di devoluzione avviate a inizio anni 2000.

fibrillazione atriale CARE 1 2018

Nel corso del Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC), svoltosi a Barcellona nel 2017, sono stati presentati i dati del registro internazionale GARFIELD-AF (Global Anticoagulant Registry in the Field-Atrial Fibrillation), il più grande registro prospettico continuo di pazienti con FA. Il registro, finalizzato principalmente alla valutazione della terapia anticoagulante nella FA, ha consentito la raccolta di dati interessanti di economia sanitaria che hanno confermato il grande impatto sulla spesa sanitaria dei vari Paesi con oneri finanziari, economici ed umani differenti in relazione alle varie aree geografiche e con una distinzione derivante anche dai differenti sistemi sanitari delle nazioni coinvolte.

Brexit e NHS CARE 1 2018

Nell’indagine di Fahy e colleghi, pubblicata sul Lancet, la definizione per blocchi del servizio sanitario attuata dall’OMS è utilizzata per valutare gli effetti della Brexit sulla salute e sull’intero servizio sanitario nazionale inglese. In particolare gli autori prendono in considerazione tre possibili scenari: una Brexit ‘morbida’ (accesso al mercato unico con alcune restrizioni alla libera circolazione delle persone), una Brexit ‘rigida’ (accordo di libero commercio come quello attualmente esistente fra UE e Canada) e una Brexit fallimentare (accordo che si basa sulle regole imposte dall’Organizzazione Mondiale del Commercio – WTO).

Trapianti Ignazio Marino Care 4 2017

A colloquio con Ignazio Marino

Oggi in buone mani e in buoni centri il 92-93 per cento dei pazienti sopravvive all’intervento di trapianto con un’ottima qualità di vita. A fronte di questo successo sono però purtroppo ancora tanti nel mondo i pazienti in attesa dell’intervento, perché non ci sono organi sufficienti per tutti coloro che ne hanno necessità.
Una proposta innovativa per venire incontro a chi è in attesa di un rene, ci spiega Ignazio Marino in questa intervista, è quella che si basa sulla teoria del matching elaborata da Alan Roth, premio Nobel per l’economia nel 2012. Secondo il suo algoritmo, creando una sorta di catena planetaria tra chi è disponibile alla donazione di un rene per motivi affettivi e chi è in attesa di un rene si supererebbe il problema dell’incompatibilità sanguigna e nessuno sarebbe più in lista di attesa.

E’ dedicato ad aiutare 400 donne in 400 modi differenti, perché ognuna di loro ha una storia a sé, il progetto della Comunità di Sant’Egidio “Madri e figli rifugiati: dall’accoglienza all’inclusione”, reso possibile grazie a un’erogazione liberale di MSD Italia e presentato il 5 luglio 2017 da Daniela Pompei, responsabile della Comunità di Sant’Egidio per i servizi agli immigrati. Durante l’incontro sono intervenuti Domenico Manzione (Sottosegretario del Ministero degli Interni), Mario Marazziti (Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati), Concetta Mirisola (Direttrice Generale dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà) e Nicoletta Luppi (amministratore delegato MSD Italia).