Andrea Grignolio: corretta informazione e salute pubblica

A colloquio con Andrea Grignolio
Per capire quali strategie bisognerebbe mettere in atto per limitare il potere della disinformazione imperante su internet sui temi della salute, e in particolare  su quello delle vaccinazioni, è necessario capire a fondo il terreno in cui ci si muove.
Tutti gli studi più recenti su questi argomenti concordano nel sostenere che l’informazione sul web tende a essere polarizzata (si divide cioè in ‘pro’ e ‘contro’, senza molte sfumature).
Fondamentale è quindi creare una vera e propria alleanza terapeutica tra i medici e i pazienti e formare il personale sanitario perché sappia rispondere in modo efficace ai dubbi e alle paure dei suoi interlocutori .

Comunicare sui vaccini: le esigenze dei genitori in una revisione Cochrane

Una revisione Cochrane ha affrontato il problema di capire quali siano le esigenze dei genitori rispetto alla comunicazione delle informazioni relative alle vaccinazioni, analizzando 38 studi qualitativi pubblicati entro il 30 agosto 2016. L’obiettivo è stato quello di indagare cosa pensino genitori o caregiver informali di bambini sotto i 6 anni di età riguardo a come le informazioni sulle vaccinazioni siano veicolate e sull’influenza che hanno nel momento in cui devono prendere la decisione di vaccinare o meno i propri figli.

Una classificazione delle strategie di comunicazione impiegate sia in relazione alla normale pratica vaccinale infantile sia nelle campagne informative extra: è quanto propone Jessica Kaufman (School of Psycholoy and Public Health, La Trobe University, Melbourne, Australia), che coordina un gruppo internazionale di ricercatori coinvolti nel progetto ‘COMMVAC Communicate to vaccinate’, nato per costruire evidenze scientifiche per migliorare le strategie di comunicazione sulla vaccinazione infantile rivolte ai genitori e alle comunità nei Paesi a basso e medio reddito.

Health literacy

A cura di Chiara Lorini e Guglielmo Bonaccorsi

Secondo l’OMS la ‘health literacy’ implica il raggiungimento di un livello di conoscenza, abilità e consapevolezza utili a intraprendere azioni per migliorare la salute individuale e della comunità, promuovendo il cambiamento degli stili e delle condizioni di vita.
Il riferimento alla “salute della comunità” e alle “condizioni di vita” sottolinea quanto la ‘health literacy’ sia rilevante non soltanto per la salute individuale ma anche per quella collettiva, e quanto eserciti un peso per la partecipazione della comunità a decisioni che hanno un impatto sulla salute della popolazione (la cosiddetta ‘critical health literacy’), aprendo definitivamente la strada allo sconfinamento di tale disciplina nell’ambito della prevenzione collettiva e della promozione della salute (‘public health literacy’).