La medicina di precisione in oncologia ha aperto la strada a nuove possibilità di cura, purtroppo non ancora accessibili in modo omogeneo sul nostro territorio.
In questo numero, accanto a un approfondimento scientifico sull’importanza di inserire i test dei biomarcatori tumorali nei PDTA oncologici, presentiamo un confronto tra Associazioni di pazienti e Istituzioni, che insieme si sono mobilitate per chiedere al Governo di garantire a tutti i pazienti oncologici cure adeguate e rendere la lotta al cancro una priorità della politica sanitaria nazionale.
In chiusura una sintesi di quanto emerso dal ciclo di workshop ‘Il governo dell’innovazione farmaceutica: modelli di gestione sostenibile dei farmaci oncologici inovativi ad alto costo’, organizzati da Motore Sanità in diverse Regioni italiane.

Come si sta affermando in Italia una cultura della medicina di precisione e che ruolo ha, in oncologia, la caratterizzazione molecolare del tumore? E ancora, l’inserimento dei test per i biomarcatori nei PDTA oncologici potrebbe ridurre i tempi di accesso alle terapie più innovative?
Quali sono i vantaggi concreti apportati ai pazienti dalla medicina di precisione e come ripensare i trial clinici, prevedendo nuove modalità di coinvolgimento di chi è affetto da una patologia oncologica? Che tipo di risposta può dare oggi la politica rispetto alle grandi rivoluzioni terapeutiche in atto in questo settore?
Ne abbiamo parlato con Nicola Normanno, Stefania Vallone e Maria Amato.

Mantenere alta l’attenzione del Governo verso i temi dell’assistenza oncologica è l’impegno ribadito da Salute Donna onlus e 12 associazioni di pazienti oncologici in occasione del forum istituzionale “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” (Roma, 20 settembre 2016).
Nell’incontro sono state presentate le iniziative dell’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro” per assicurare uniformità di trattamento a livello nazionale e l’elaborazione di una strategia per far fronte alle rivoluzioni terapeutiche in arrivo, anche attraverso un fondo speciale per i farmaci oncologici innovativi.

Su questi temi ci siamo confrontati con Annamaria Mancuso, Federico Gelli, Walter Rizzetto e Maria Rizzotto.

La strada da percorrere perché le Regioni possano garantire il governo della spesa farmaceutica e quindi la sostenibilità e l’equità nell’accesso alle cure è ancora in salita, perché non in tutte sono stati avviati modelli di governance dell’innovazione e attuate best practice. Questo è quanto emerso dal ciclo di workshop ‘Il governo dell’innovazione farmaceutica: modelli di gestione sostenibile dei farmaci oncologici innovativi ad alto costo’, organizzati da Motore Sanità in diverse Regioni italiane: momenti di confronto tra decisori e amministratori della salute sui modelli di governance regionale attuali e sugli interventi correttivi utili a garantire il giusto equilibrio tra diritto di accesso all’innovazione per il paziente e sostenibilità finanziaria per il Sistema Sanitario.

In questo numero speciale di CARERegioni, Beatrice Lorenzin, Yoram Gutgeld, Paolo Bonaretti, Massimo Casciello, Federico Gelli e Angelo Lino Del Favero, in qualità di rappresentanti del governo, della politica e delle istituzioni, si confrontano con il mondo delle grandi aziende dell’ICT, come IBM, e di start up di eccellenza come Vree Health e axélero sul tema dell’innovazione digitale al servizio della salute.

A colloquio con Beatrice Lorenzin
L’attività di controllo e monitoraggio delle prestazioni, resa possibile dalla digitalizzazione, è il mezzo più potente per sconfiggere la malagestione e per premiare chi merita, tanto che si è calcolato che una diffusione più ampia delle nuove tecnologie digitali farebbe risparmiare al nostro Servizio Sanitario ben sei miliardi di euro. Al di là di questo, una distribuzione più omogenea su tutto il nostro territorio delle possibilità offerte dai nuovi strumenti digitali farebbe sicuramente guadagnare il triplo in qualità del servizio reso.