Angolo SIF integratori

Le evidenze scientifiche di alto grado di qualità accumulatesi di recente (due metanalisi e un grande trial clinico controllato e randomizzato) pongono dei dubbi sui benefici di omega 3 e integratori multivitaminici nella prevenzione cardiovascolare. E’ quindi legittimo chiedersi se la grande spesa per il loro utilizzo sia giustificata in prevenzione cardiovascolare primaria, anche se è ovviamente a totale carico del cittadino.

fibrillazione atriale CARE 1 2018

Nel corso del Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC), svoltosi a Barcellona nel 2017, sono stati presentati i dati del registro internazionale GARFIELD-AF (Global Anticoagulant Registry in the Field-Atrial Fibrillation), il più grande registro prospettico continuo di pazienti con FA. Il registro, finalizzato principalmente alla valutazione della terapia anticoagulante nella FA, ha consentito la raccolta di dati interessanti di economia sanitaria che hanno confermato il grande impatto sulla spesa sanitaria dei vari Paesi con oneri finanziari, economici ed umani differenti in relazione alle varie aree geografiche e con una distinzione derivante anche dai differenti sistemi sanitari delle nazioni coinvolte.

sindrome coronarica acuta: variabilità esiti e cure

Uno studio condotto nella provincia di Calgary (Alberta, Canada) nel periodo gennaio 2007-dicembre 2008 su pazienti ricoverati con valori di troponina che superano il 99mo percentile, valore che indica la
presenza di necrosi del miocardio, ha analizzato le cure e gli esiti di salute nei pazienti affetti da sindrome coronarica acuta seguiti da servizi cardiologici confrontandoli con quelli di pazienti seguiti da servizi non cardiologici.

Poblemi muscolari e statine ANMDO Care 4 2017

Nonostante nei grandi studi randomizzati controllati e in doppio cieco i quali i sintomi correlati al muscolo siano stati generalmente riportati con frequenza simile da pazienti assegnati a statina e da pazienti in placebo, nella pratica medica quotidiana l’intolleranza alla statina riferita dal paziente, prevalentemente a causa dei sintomi muscolari associati alla terapia (statin-associated muscle symptoms, SAMS), è una condizione comune e difficile da gestire, che interessa milioni di pazienti in tutto il mondo. Questo scenario clinico richiede opportune competenze da parte del personale sanitario, perché in questo contesto deve essere considerata la possibilità di un effetto nocebo.

L’angolo della SITeCS
Un panel di esperti della Società Europea di Aterosclerosi (EAS) ha elaborato un Consensus Statement in cui sono state raccolte le principali evidenze a supporto di una relazione causale tra LDL e malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD). Gli autori hanno basato le conclusioni sulle evidenze provenienti da metanalisi di studi genetici, studi epidemiologici prospettici, studi di randomizzazione mendeliana e studi clinici randomizzati: complessivamente oltre 200 studi che hanno coinvolto più di 2 milioni di partecipanti con oltre 20 milioni di anni-persona di follow-up e più di 150.000 eventi cardiovascolari.

Lo studio dei ricercatori australiani è stato quello di determinare la fattibilità un nuovo modello di assistenza cardiovascolare che coinvolga maggiormente la prevenzione e che faccia interagire fra loro strategie volte al miglioramento dei sistemi informativi clinici e di comunità, al supporto ai medici di base nella gestione del rischio e ai pazienti nel modificare i loro stili di vita nell’ottica di un cambiamento di ‘sistema’.