Le potenzialità dei dati GBD per la programmazione sanitaria

Global Burden of Diseases

Il 19 dicembre 2018, presso il Rettorato della Sapienza Università di Roma, si è svolto il primo convegno internazionale dedicato al Global Burden of Disease Study (GBD). Intitolato Global Burden of Disease: una risorsa cruciale per la programmazione sanitaria, ha visto la partecipazione, in qualità di relatori, di alcuni collaboratori italiani del GBD organizzati nella GBD Italian Initiative, coordinata da Lorenzo Monasta dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, e di alcuni rappresentanti dell’IHME, l’Institute of Health Metrics Evaluation dell’Università di Washington, che coordina il GBD Study a livello mondiale.

Si è trattato di un’occasione importante sia per la presentazione dei risultati del GBD Study, usciti sul Lancet a metà novembre (Lancet 2018; 392: 1638-2138), sia per il battesimo in pubblico dell’estensione italiana del GBD mondiale.

Vale la pena di ricordare l’importanza dei dati GBD. Si tratta di metriche in grado di consentire confronti nel tempo, tra gruppi d’età e tra popolazioni. Più precisamente, oltre a prevalenza, incidenza, mortalità, mortalità infantile, fertilità, aspettativa di vita e aspettativa di vita in buona salute, il GBD calcola i DALYs (disability adjusted life years), che misurano sia la mortalità prematura sia la disabilità, espressi rispettivamente in YLLs (years lived lost) e YLDs (years lived with disability), per più di 300 patologie, quasi 3000 sequele e 84 fattori di rischio in 188 Paesi dal 1990 ad oggi, con aggiornamenti regolari sulla base della disponibilità di nuovi dati e studi epidemiologici. Utilizzabili a livello globale, nazionale e locale, i dati GBD rappresentano un patrimonio indispensabile alla valutazione della domanda di salute basata sull’evidenza e, allo stesso tempo, una fonte unica e innovativa sul cosiddetto “peso della malattia”, ovvero gli anni di vita in buona salute persi a causa di una data patologia e per morte prematura.

Le potenzialità dei dati GBD per la programmazione sanitaria [PDF: 800 kb],di Cristiana Abbafati

Questo contributo è in corso di pubblicazione sul numero 1-2019 di CARE.