Quanto costano le MICI in Italia

Burden economico MICI in Italia

L’associazione Amici onlus ha condotto un’indagine su Il burden economico delle MICI in Italia in collaborazione con l’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

L’indagine, effettuata su un campione di 2426 pazienti, ha stimato per la prima volta il costo medio annuo a carico di un paziente affetto da malattia di Crohn o colite ulcerosa in circa 746 euro. Se si considerano anche le perdite di produttività generate dall’essere affetto da tale malattia, il costo medio annuo raggiunge i 2.258 euro.

Sono oltre 5.000.000 nel mondo le persone affette da Crohn o da colite ulcerosa, tanto che si parla ormai di malattie globali perché sono in aumento non solo nei paesi sviluppati, ma anche nei grossi agglomerati urbani dei paesi in via di sviluppo che fino a 20 anni fa erano immuni da queste patologie. In Italia si è calcolato che siano tra le 150.000 e le 200.000 le persone colpite da patologie croniche invalidanti dell’intestino.

“L’indagine sul burden economico delle MICI – ha precisato il professor Matteo Ruggeri, economista sanitario e responsabile scientifico dello studio – è il primo esempio di ricerca condotta in Italia su un campione così ampio. Lo studio ha permesso di identificare tutti i driver di costo per il Servizio Sanitario, ma anche per la società e i pazienti e ci ha permesso di rilevare come i costi a carico dei pazienti siano maggiori nelle Regioni in cui il reddito medio pro capite della popolazione è più basso e gli indicatori di performance sanitari sono scadenti. Questo risultato rappresenta un’utile indicazione per i decisori sulla necessità di riprogettare i percorsi assistenziali e di assicurare servizi uniformi su tutto il territorio nazionale, in chiave di riduzione delle diseguaglianze”.

Le malattie infiammatorie croniche dell’intestino vanno ormai considerate come vere e proprie malattie sociali, in quanto compromettono la sfera lavorativa e relazionale dei pazienti e delle loro famiglie. Per questo devono essere affrontate da un team medico multidisciplinare che sia in grado di mettere al centro il paziente.

Paziente che dovrebbe anche essere liberato del carico economico di prestazioni che purtroppo non sono previste nei LEA appena aggiornati, come per esempio gli esami di screening necessari prima di iniziare una terapia con farmaci biotecnologici, e per questo la presidente di Amici Onlus Enrica Previtali ha chiesto un confronto con le Istituzioni.