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Qual è l’andamento epidemiologico dell’epatite C in Italia? Le nuove combinazioni terapeutiche sono in grado di soddisfare le esigenze dei pazienti più difficili?
Che importanza ha la Piattaforma italiana per lo studio della terapia delle epatiti virali (Piter), promossa dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con Aisf e Simit, e quali sono stati i risultati dell’analisi condotta dall’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari sul potenziale impatto economico dell’estensione dei criteri di rimborsabilità stabiliti da AIFA?
Quali le proposte delle Associazioni dei pazienti e quali i vantaggi che l’organizzazione in rete del trattamento dell’epatite C offre ai pazienti e al servizio sanitario?

Il fenomeno della cronicità ha una portata significativa per la sostenibilità del sistema sanitario ed è in progressiva crescita: si stima che il 70-80% circe delle risorse sanitarie nei Paesi avanzati sia oggi speso per la gestione delle malattie croniche e che nel 2020 le stesse rappresenteranno l’80% di tutte le patologie nel mondo.
Realizzato con il patrocinio della CARD (Confederazione Associazioni Regionali di Distretto), il video vuole promuovere una maggiore consapevolezza del fenomeno e incentivare l’implementazione dei modelli integrati di gestione delle patologie croniche.

Nel 2015 il Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha intrapreso il progetto di ricerca ‘Il governo dell’innovazione farmaceutica in Italia’, volto a predisporre una mappatura del panorama nazionale con l’obiettivo di analizzare i modelli di governance dell’innovazione farmaceutica delle Regioni italiane, di prospettarne le linee tendenziali di sviluppo, di rilevare le best practice e i modelli virtuosi a livello regionale.
In questo dossier presentiamo, attraverso le interviste a Sabina Nuti e Federico Vola, una sintesi dei risultati.

C’è solo un modo per ridurre l’impatto delle patologie reumatiche e i loro costi diretti e indiretti: anticipare al massimo la diagnosi e trattare tempestivamente i pazienti, dal momento che oggi sono disponibili farmaci come i biologici in grado di modificare l’evoluzione della malattia, specie per le patologie artritiche.
I progressi della ricerca hanno permesso ai reumatologi di capire l’importanza del fattore tempo nell’intercettare la malattia reumatica, rendendo così possibile l’ingresso di farmaci altamente efficaci nel bloccarne l’evoluzione.
Ce lo spiegano Ignazio Olivieri e Mauro Galeazzi, rispettivamente Past President e Presidente della Società Italiana di Reumatologia.